Onorevole Mussi, uno sguardo da lontano dal Parlamento.
«Sbagliano tutto, anche le parole: come si fa a definire questo fatto “un attacco vile”? Il kamikaze è sanguinario, violento ma non vile, perché è spinto al limite estremo e fanatico della rinuncia alla vita. Gode del favore della sua gente ed è un’arma potente, che gli strateghi non avevano previsto e la tecnologia non può contenere. In guerra c'è il rischio della morte e la speranza di sopravvivere. Nel kamikaze c'è la certezza di morire».
È il giorno del cordoglio. È il Parlamento del cordoglio: i pacifisti sono fuori.
«Pacifista ormai è un’offesa, un’idea impraticabile. Proprio il rispetto per i militari morti obbliga a far funzionare il cervello, cercando soluzioni».
Da dove cominciamo?
«Dal quadro iniziale. Quando “l’amico George” decise due guerre: all’Iraq e all’Afghanistan. Quella contro Saddam fu legittimata da un colossale castello di bugie, e sono seguite sofferenze e morti, e discredito per l’occidente. Dall'Iraq è iniziata la ritirata: noi della sinistra lo esortavamo da anni ed eravamo considerati dei pazzi estremisti. Il vero estremismo è stata l’allegra invasione dell’Iraq da parte di Bush, Blair e Berlusconi».
In Afghanistan c’era Bin Laden, c’erano i talebani che foraggiavano Al Queda. C’erano le prove in carne e ossa.
«Ma l’Afghanistan è un boccone troppo grande, un terreno difficile. Lo è stato per Alessandro Magno e per Gengis Khan, per gli inglesi e per i sovietici. E per gli americani. Tanto che, dopo 8 anni, siamo fermi alla domanda: qual è la missione?”.
Smantellare Al Queda?
«Una rete che non è collocata territorialmente, spunta qua e là, come i video di Bin Laden e le parole del Mullah Omar. E così la missione è diventata una guerra, giustificata dalla convinzione di uccidere terroristi. Ma proprio dieci giorni fa il comando delle forze alleate ha ammesso la strage di 90 civili afgani».
Chi stiamo combattendo?
«Un vasto e disarticolato fronte, che controlla larga parte del territorio e delle persone. Quelli che noi chiamiamo terroristi nel linguaggio internazionale sono detti insurgencies: insorti. Al di là della propaganda, questa è la percezione di chi si batte contro l’occidente».
Però li abbiamo fatti votare...
«Le elezioni...che farsa! Karzai ha idee imbarazzanti, come quella di togliere il cibo alle mogli disobbedienti. È lui la nostra idea di democrazia da esportare là?
È stata sbagliata anche la recita?
«Sì. E adesso fronteggeremo una guerra che crescerà, e con lei i morti, il cordoglio, le parole vuote».
Che fare?
«Venire via, chiudere una missione che è solo una guerra, che porterà altra guerra».
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Viene Via dal Afghanistan?
Viene Via dal Afghanistan? la risposta vera e sincera: Si
L'Italia non riesce a realizzare i sogni degli Afghani e quelli nostri. Nessuno accetta le condizioni dei nostri soldati e gli operatori delle organizzazioni umanitarie. Gli afghani è un popolo di innocenti, ha saputo resistere a trent'anni di genocidio, un Paese distrutto totalmente. Torniamo a casa perché non abbiamo potuto fare quello che va fatto: pacificazione, scuole, strade, infrastrutture, ospedale, fiducia ..........
f.hashlamoun
questo è il mio commento,
questo è il mio commento, la diffusione di questo video può essere utile a chi vuole informarsi meglio.
La 2 parte è quella che più interessa.
Qui la link alla prima parte:
http://www.youtube.com/user/Dariello78#play/all/uploads-all/1/rl7Ye2xf9j...
Giusto venire via! Solo cosa
Giusto venire via!
Solo cosa significa "Pacifista ormai è un’offesa, un’idea impraticabile"?
Stefano Dall'Agata