Vademecum




 VADEMECUM PER LA RACCOLTA FIRME

CONTRO IL “ LODO ALFANO”


1 – MODULI
I moduli devono essere riprodotti in formato “carta da bollo” (altezza cm 30,8 - larghezza dei due fogli complessivi cm. 42,6) e non nel normale formato “A4”.
In caso di necessità, se non si ha a disposizione la modulistica inviata dal partito, potete fare delle copie fotostatiche fronte/retro su foglio A/3
2 – VIDIMAZIONE DEI MODULI
I moduli per la raccolta delle firme per la presentazione del quesito referendario devono essere preventivamente vidimati
-    Chi esegue la vidimazione?
I seguenti soggetti per legge (352/70), devono eseguire la vidimazione entro 48 ore:
1.    La Corte d’Appello
2.    Il Cancelliere Capo di Tribunale o funzionario delegato
3.    Il Segretario Comunale Capo o un impiegato comunale da lui delegato

ATTENZIONE!
E’ sufficiente la firma di persone appartenenti agli uffici previsti dalla legge, quindi anche da:
1.    Un cancelliere
2.    Un dirigente di cancelleria
3.    Un funzionario appartenente alla segreteria comunale

Abbiamo detto che gli uffici riconsegneranno i moduli vidimati entro 48 ore dalla presentazione. Considerato, però, l’alto numero di moduli che depositeremo per la vidimazione, sarà necessario, soprattutto nei Comuni più grandi,  contattare anticipatamente e di persona gli uffici delegati per sapere di preciso dove recarsi e per concordare in anticipo tempi e modalità dell’operazione. Sarà forse necessario, infatti, consegnare i moduli a scaglioni per rendere possibile la vidimazione del quantitativo necessario.

I fogli vidimati possono essere utilizzati per la raccolta solo all’interno dell’ambito territoriale di competenza dell’Ente che li ha vidimati. Per questa ragione sarà preferibile provvedere alla vidimazione dei moduli presso le Corti d’Appello (che hanno giurisdizione su un territorio vasto, in alcuni casi regionale) cosicchè i moduli potranno essere utilizzati all’interno di tutto il territorio di competenza.
Per le grandi città (Roma, Milano, Napoli, Bologna, Torino, Palermo, ecc.) non bisogna sottovalutare l’ipotesi di recarsi anche presso le Segreterie comunali dove depositare un numero importante di moduli onde evitare di “ingolfare” le Corti d’Appello.

 In cosa consiste la vidimazione?
La “vidimazione” consiste nell’apporre:
1.    Il luogo
2.    La data
3.    La firma e il timbro con la qualifica e il nome del funzionario
4.    Il timbro dell’ufficio
Dove va apposta la vidimazione?
La vidimazione deve essere fatta nell’apposito spazio in alto a destra della pagina 1 di ciascun modulo

3 – AUTENTICATORI
Le firme per la proposizione del referendum abrogativo possono essere raccolte solo in presenza di un autenticatore/trice che dovrà autenticare le firme dei sottoscrittori.
Ogni autenticatore/trice ha la competenza (in base alla circolare del Ministero degli Interni n. 158/99 che interpreta l’art, 14 della legge 53 del 1990 che a sua volta ha modificato la legge 352 del 1970) ad autenticare le firme di tutti i cittadini purché lo faccia all’interno del territorio di sua competenza. In particolare:
Nella Provincia di competenza
-    Presidenti delle Province
-    Assessori provinciali
-    Presidenti dei Consigli Provinciali
-    Segretari provinciali
-    Funzionari incaricati dai Presidenti di Provincia
-    Consiglieri provinciali che comunichino la propria disponibilità al Presidente della Provincia
Nel Comune di competenza
-    Sindaci
-    Assessori comunali
-    Presidenti di Consigli Comunali
-    Segretari comunali
-    Funzionari incaricati dal Sindaco
-    Consiglieri comunali che comunichino la propria disponibilità al Sindaco
Nei Consigli Circoscrizionali di competenza
-    Presidenti dei Consigli Circoscrizionali
-    Vicepresidenti dei Consigli Circoscrizionali
Gli autenticatori/trici che dipendono dal Ministero di Grazia e Giustizia
-    Giudici di pace
-    Segretari delle Procure della Repubblica
-    Cancellieri e collaboratori delle cancellerie dei Tribunali o primo dirigente o dirigente superiore della cancelleria dell’ufficio giudiziario – ossia Corte d’Appello, Tribunale
possono autenticare solo le firme dei residenti nel loro territorio di competenza. E’ possibile chiedere agli Uffici – tribunale, ecc. – l’elenco dei comuni che ricadano sotto la loro giurisdizione.

-    Quali sono gli autenticatori/trici che per svolgere il loro ruolo devono comunicare la loro disponibilità o richiedere l’autorizzazione a qualcuno?
-    Comune/Provincia
1.    I consiglieri comunali/provinciali devono prima comunicare la loro disponibilità al Sindaco/Presidente della Provincia, con atto scritto e protocollato. Si tratta di una comunicazione che non comporta autorizzazione
2.    I funzionari Comunali/Provinciali devono prima essere autorizzati dal Sindaco/Presidente della Provincia.
N.B.  Qualsiasi dipendente comunale e provinciale può assolvere a questa funzione, purchè autorizzato in forma scritta dal Sindaco o dal Presidente della Provinciali. Gli assessori Comunali/Provinciali non hanno bisogno di nessuna autorizzazione.
    Dipendenti del Ministero di Giustizia
3.    I Cancellieri possono autenticare le firme dentro i loro uffici in orario di lavoro. Per uscire fuori dagli uffici oltre l’orario di lavoro, per autenticare per esempio ai tavoli, devono essere autorizzati dal Presidente del Tribunale o della Corte di Appello.
4.    I Giudici di pace, per poter autenticare le firme, devono essere autorizzati dal coordinatori dei giudici di pace.

ATTENZIONE!
E’ doveroso consegnare una copia della comunicazione o dell’autorizzazione, che andrà allegata al modulo autenticato

4 – RACCOGLIERE LE FIRME
Chi può firmare?
Possono firmare solo i cittadini italiani con diritto di voto residenti in Italia, quindi con 18 anni compiuti al momento in cui firmano.

A chi decide di firmare bisogna chiedere, in primo luogo, la residenza
Mentre si raccolgono le firme bisogna già pensare alla fase successiva di certificazione delle stesse, cioè di richiesta al comune di residenza del certificato elettorale di ogni sottoscrittore. E’ opportuno, quindi, per facilitare tale certificazione, predisporre moduli suddivisi Comune per Comune, per raccogliere le firme in base alla residenza dei firmatari.
In questo modo si agevola la fase di certificazione; infatti se le firme di uno stesso modulo sono tutte di sottoscrittori residenti nello stesso comune sarà sufficiente presentare quel solo modulo in quel determinato comune per la richiesta dei certificati elettorali.

A chi decide di firmare bisogna poi chiedere un documento d’identità.
Il documento d’identità serve per l’autenticare/trice a identificare la persona

Cosa bisogna scrivere sul modulo?
Dietro presentazione di un documento di identità, bisogna scrivere in STAMPATELLO sulle rispettive colonne e righe del modulo i seguenti dati del sottoscrittore:
1.    Cognome e nome
2.    Luogo di nascita
3.    Data di nascita
4.    Comune di residenza
5.    Estremi del documento di identificazione

Cognome e nome del sottoscrittore
Bisogna prestare attenzione a casi particolari, come ad esempio i nomi doppi, che vanno indicati entrambi, se sono indicati nel documento di identità oppure sul certificato elettorale

Luogo di nascita del sottoscrittore
Nel caso di luogo di nascita, se si tratta di cittadini italiani nati all’estero, va scritto solo lo Stato di nascita

Data di nascita del sottoscrittore
 Bisogna verificare sempre che il sottoscrittore abbia già compiuto 18 anni

Comune di residenza del sottoscrittore
Per comune di residenza si intende quello in cui si è iscritti nelle liste elettorali.

Estremi del documento di identificazione
Inserire sempre sia il tipo (es. patente, carta di identità, passaporto, ecc) che il numero del documento di identificazione.

5 – AUTENTICARE LE FIRME
L’autenticazione è l’operazione che svolge appunto l’autenticatore/trice senza la quale le firme raccolte non valgono nulla

Dove deve essere apposta l’autenticazione?
Nello spazio riservato a pag. 4 del modulo

Come si compila lo spazio per l’autenticazione?
a)    Nome e cognome, qualifica dell’autenticatore/trice
b)    Numero delle firme autenticate in cifra e in lettere
c)    Luogo e data dell’autenticazione (la data dovrà essere necessariamente a quella della vidimazione del modulo, pena l’annullamento di tutte le firme raccolte su quel modulo)
d)    Timbro con il nome e la carica (in mancanza di timbro potranno essere scritti in STAMPATELLO) dell’autenticatore/trice
e)    Firma per esteso dell’autenticatore/trice
f)    Timbro dell’ufficio

ATTENZIONE!
Il numero delle firme autenticate che si scrive sul modulo deve corrispondere al numero di firme effettivamente presenti sul modulo, pena l’annullamento di tutte le firme raccolte su quel modulo. Il numero delle firme va indicato in cifra e poi, fra parentesi, va scritto in lettere.

Quanto l’autenticatore/trice può autenticare le firme?
Alla fine della raccolta delle firme l’autenticatore/trice può fare l’operazione di autenticazione immediatamente, oppure tenersi i moduli per fare l’autenticazione nel suo ufficio e poi riconsegnarli successivamente.
E’ opportuno, quindi, tenere un preciso registro dei moduli lasciati presso l’autenticatore/trice, onde evitare di dimenticarne qualcuno.

Che cosa fare se ci si accorge di un errore presente nel modulo?
Se ci si accorge di un errore va fatto correggere dall’autenticatore/trice, non può essere corretto in proprio. Ogni errore eventualmente commesso dall’autenticatore/trice va corretto, apponendo accanto alla correzione un ulteriore timbro dell’ufficio dell’autenticatore/trice. Se non ci si accorge degli errori il modulo viene annullato per intero.

ATTENZIONE!
Se il numero indicato nell’autentica non corrisponde esattamente al numero delle firme apposte e quindi autenticate, la Corte di Cassazione annulla tutte le sottoscrizioni (sia che l’errore sia per difetto che per eccesso?

6 – CERTIFICAZIONE ELETTORALE
I moduli contenenti le firme autenticate devono essere presentati al Comune di riferimento (al Sindaco o al /ai funzionario/i  appositamente delegati dell’Ufficio elettorale) per il rilascio dei certificati di iscrizione nelle liste elettorali.
Ogni firma raccolta va certificata presso il Comune di residenza del firmatario.
Ciò significa che per ogni firmatario va verificata e, ripetiamo, certificata l’iscrizione nelle liste elettorali del sottoscrittore presso il comune di residenza dello stesso.
La certificazione può essere singola o collettiva.
Alcuni  Comuni rilasciano singoli certificati (debitamente timbrati, pena la nullità dei certificati stessi): la certificazione singola consiste nella consegna di 1 singolo certificato elettorale per ciascuno dei firmatari.
Altri comuni, invece, rilasciano certificati collettivi (e sempre debitamente timbrati): la certificazione collettiva (molto più semplice) consiste nel rilascio di un documento che attesta l’iscrizione nelle liste elettorali di più sottoscrittori di uno stesso modulo di raccolta firme.
Infine ci sono Comuni che eseguono la certificazione trascrivendo (sul modulo di raccolta firme) il numero di iscrizione del firmatario nelle liste elettorali nell’apposito spazio, posto a fianco di ciascuna firma. Ciò è possibile soltanto là dove ci si presenti direttamente con i moduli in originale presso gli uffici comunali. In questo caso, va compilata anche la parte finale (a pagina 4) del modulo di raccolta delle firme e – nell’apposito spazio – deve essere riportato e specificato: la firma del Sindaco (o di un Delegato, specificando nome, cognome, qualifica), la data, il timbro dell’Ufficio.
Qualora il funzionario addetto dovesse erroneamente sbarrare le firme dei cittadini non iscritti nelle liste elettorali di quel comune, il numero finale delle firme autenticate risulterà falsato e ciò metterebbe a rischio di validità l’intero modulo su cui sono state raccolte le firme. In questa eventualità l’Ufficio comunale deve dichiarare (sugli stessi moduli o su fogli a parte) che le cancellature sono state compiute erroneamente dal funzionario comunale.

E’ estremamente opportuno che ogni certificato (singolo o collettivo) sia spillato a ciascun modulo di raccolta firme cui si riferisce.

ATTENZIONE!
La data della certificazione elettorale deve essere successiva a quella della vidimazione del modulo e dell’autenticazione delle firme.

7 – ERRORI
Può capitare che i soggetti abilitati alla vidimazione, all’autenticazione e alla certificazione elettorale commettano degli errori. Niente paura! Se ci si accorge di un errore, questo può essere sanato apponendo a fianco della correzione il timbro dell’Ufficio e la firma del funzionario.
Il problema serio è quando l’errore “sfugge” e nessuno se ne accorge: le firme raccolte in quel modulo corrono il fondato rischio di essere annullate!

8 – CONSEGNA DEI MODULI
I moduli contenenti le firme autenticate e certificate dovranno pervenire entro il 10 dicembre p.v. alla sede nazionale di Sinistra Democratica, Via Merulana 272, 00185 Roma (tel. 06.4620701 – fax 06.462070219, www.sinistra-democratica.it) dove verranno controllati ulteriormente e in caso di errori verranno restituiti al mittente per le dovute correzioni. In ogni caso si invitano i responsabili a consegnarli man mano che vengono completati onde facilitare l’ulteriore controllo e non accavallare tutto negli ultimi giorni.

9 – ORGANIZZAZIONE DELLA RACCOLTA
Per procedere alla raccolta firme sarà necessario allestire dei banchetti o gazebo in zone strategiche della vostra città. In particolare:
Procurarsi uno o più tavoli pieghevoli e trasportabili
1.    I tavoli devono essere sufficientemente grandi da permettere a più persone di scrivere contemporaneamente, tenere materiale di propaganda e devono essere adeguatamente allestiti con bandiere di SD, manifesti e altro materiale di propaganda referendaria, che renda visibile cosa si stia facendo anche da lontano.
2.    Quello minimo dovrebbe essere composto da 4-6 persone, tra cui l’autenticatore/trice, che si suddivideranno tra chi si dedicherà alla distribuzione di materiali referendari (avvicineranno la gente con un volantino comunicando brevemente di cosa si tratta) e coloro che, assieme all’autenticatore/trice, scriveranno i dati di chi firma. Anche l’autenticatore/trice può scrivere, ma non è obbligato.
3.    Sul tavolo di raccolta firme occorre il seguente materiale:
-    I moduli vidimati
-    Le penne
-    Il permesso per l’occupazione del suolo pubblico (*)
-    I volantini che spieghino l’iniziativa referendaria e la legge di cui si chiede l’abrogazione
-    Materiale di propaganda
(*) Richiesta occupazione suolo pubblico
Per installare un tavolo in una piazza o in una strada , occorre chiedere al Comune l’autorizzazione per l’occupazione di suolo pubblico indicando nella richiesta il giorno (o il periodo dal… al…), l’orario e la superficie di suolo occupata con il tavolo, tenendo presente che, in base alla legge n. 549 del 28 dicembre 1995, se lo spazio occupato è inferiore ai 10 metri quadrati, non si paga la relativa tassa (Legge n. 549 del 28 dicembre 1995 – art. 3 – comma 67: “Sono esonerati dall’obbligo al pagamento della tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche coloro i quali promuovono manifestazioni od iniziative a carattere politico, purchè l’area occupata non ecceda i 10 metri quadrati”.

Dove è utile situare un tavolo di raccolta firme?
E’ opportuno essere presenti nelle manifestazioni locali perché di solito sono ottime occasioni per raccogliere molte firme.
E’ indispensabile organizzare anche tavoli per strada per farci conoscere: davanti ai mercati, mercatini, feste locali, in centro, nelle piazze e nei luoghi di maggior passaggio.

ULTERIORI INFORMAZIONI
Per ogni esigenza e/o chiarimento potete contattare la sede nazionale SD, Via Merulana, 272 – 00185 Roma. tel. 06.4620701, fax 06.462070219, www.sinistra-democratica.it.

 

 


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donna di denari