di Massimo Bertolà*
Lun, 05/01/2009 - 09:28
Cosa manca alla sinistra italiana per riuscire a confrontarsi al proprio interno e costruire un soggetto politico unitario che possa rappresentare il riferimento di chi si sente di sinistra?
Un metodo. Direi il metodo della libertà.
Cominciamo col chiederci cosa significa oggi collocarsi a sinistra, sforzandoci di non usare luoghi comuni.
Quali sono i valori che ci fanno definire di sinistra: la libertà, l’uguaglianza, la solidarietà, la giustizia, i diritti civili e sociali, il diritto al lavoro, la democrazia, la partecipazione, la sicurezza sociale, l’istruzione, il rispetto delle diversità, l’accoglienza, lo sviluppo sostenibile, la dignità.
Alle Istituzioni il dovere di porre in essere gli strumenti, riforme di struttura in primis, non solo dichiarati ma agiti, a disposizione di tutta la comunità, nessuno escluso e soprattutto a tutela delle fasce più deboli.
Sono portato ad affermare che, in particolare, è di sinistra un nuovo rapporto società, partiti, istituzioni, in cui l’interesse privato, di soggetti individuali o collettivi non ignori o prevarichi la libertà e la dignità altrui, anche senza necessariamente violare la legge.
Un rinnovato patto per una civile convivenza, per un’educazione permanente alla cittadinanza, nell’interesse esclusivo della comunità.
Se vogliamo iniziare un percorso che culturalmente e politicamente possa raggiungere l’obiettivo del partito della sinistra, dobbiamo individuare la via maestra che, a mio parere, è unica, rigorosa e intransigente: la laicità di pensiero e di azione in un serrato confronto dialettico, aperto a tutti i soggetti della sinistra, liberi di non starci, senza remore o paure.
Il valore della laicità di pensiero è sempre stato proprio di minoranze a sinistra: si pensi a Giustizia e Libertà e al Partito d’Azione che non sono mai state accettate di buon grado come componenti essenziali della sinistra se non in fase storica ben definita: l’antifascismo, la lotta partigiana, i governi provvisori e la Costituente.
L’ortodossia ideologica e politica della sinistra marxista-leninista ha sempre considerato altro da sé il pensiero laico e democratico, anche se non ha trascurato alcuni passaggi peculiari come il pensiero di Piero Gobetti, di Gaetano Salvemini, di Norberto Bobbio e le elaborazioni del Socialismo-liberale, ma non ha mai rinunciato ad esercitare la propria egemonia su tutta la sinistra, non considerando il pensiero laico e democratico – paragonato spesso al grillo parlante – un interlocutore autorevole per un confronto dialettico a sinistra. Chi si è articolato come Lelio Basso, Paolo Sylos Labini o il Manifesto è stato considerato irrecuperabile eretico, solo, e non sempre, tardivamente rivalutato.
Quella sinistra sia pure ricca di cultura e di politica non ha mai abbattuto gli steccati ideologici, anzi ha spesso lanciato “anatemi”, salvo poi dare “ospitalità” nelle proprie liste a figure di alto livello come Alessandro Galante Garrone, Norberto Bobbio, Vittorio Foa.
D’altro canto nell’altra sinistra l’orgoglio laico e democratico non è stato un fattore sufficientemente unificante di lungo periodo, ha funzionato come collante forte ma non è stato determinante per andare molto oltre le emergenze, consentendo, al proprio interno, ad appartenenze ideologiche diverse e personalismi di prevalere, pregiudicando così il prosieguo e la crescita di esperienze comuni.
La storia è piena di esempi illustri che hanno interrotto meravigliose collaborazioni ricche di valori, per confluire in altre esperienze, maggiormente caratterizzate ideologicamente, che successivamente hanno dato vita a frazioni, microformazioni politiche, che, nascendo sulle divisioni e sull’identità non hanno favorito un progetto politico unitario, per la sinistra.
È mancato uno spazio politico, una piazza di sinistra, che consentisse di andare oltre le identità, indispensabili ma non condizionanti, all’interno della quale un confronto laico fosse esente da ogni tentazione di egemonia culturale e politica, e ricercasse il massimo di condivisione, lasciando a ciascuno la libertà ideologica, unico motore individualmente attivo.
Se vogliamo partire per un viaggio collettivo, dobbiamo darci un metodo: è impensabile che ciascuno possa portare con sé l’intero bagaglio di una vita; dovrà operare una selezione ed avere con sé solo quanto ritiene utile a sé e agli altri. Le specificità le custodirà nella memoria e nel cuore e svolgeranno la funzione di bussola individuale al servizio del viaggio collettivo.
Tutto quanto costituisce esasperazioni identitarie ed individualistiche può serenamente restare a terra. (Spazi ed occasioni individuali e collettive di elaborazione ed approfondimento culturale non mancheranno!).
Accettiamo dunque un metodo ed un percorso laico e democratico o altrimenti in Italia la Sinistra non sarà.
*Sd Firen
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Quando la più grande banca
Quando la più grande banca del mondo vale zero, quando la più grande fabbrica di auto del mondo è al fallimento, bisogna prendere consapevolezza di un mondo nuovo in cui vecchi partiti, tatticismi e arnesi della politica non hanno cittadinanza
Io sono per LA SINISTRA.
Per un partito in cui si entri senza divise addosso e senza capi per diritto acquisito
Per un partito in cui si parli senza chiedere il permesso
Per un partito in cui le persone sono rispettate, senza esclusioni, e le idee sono messe in discussione, senza dogmi
Per un partito in cui un dirigente non possa avere cariche istituzionali, perché partiti ed istituzioni non devono mischiarsi mai
Per una società in cui il rapporto di cittadinanza sia basato sulla partecipazione e non sull’appartenenza
Per una società in cui nessuno stipendio può essere duecento volte più alto di un altro stipendio, perché nessuna persona vale duecento volte un’altra persona
Per una società in cui nessuno può imporre a un altro se e in che modo vivere, vestirsi, nutrirsi, pregare e come e quando morire
Per una società in cui ognuno è una persona dei cui diritti bisogna prendersi cura
Per una società in cui due persone che decidono di essere una famiglia sono una famiglia dei cui diritti bisogna prendersi cura
Per una società in cui “adulto e responsabile” significa che ti si può prendere in considerazione come genitore adottivo, che puoi decidere se vuoi essere curato e come, che nessun lavoro ti è precluso per ragioni diverse dalla tua capacità di svolgerlo
Per una società in cui gli interessi collettivi prevalgono su quelli dei singoli, perché gli interessi collettivi sono gli interessi dei singoli
Per una società in cui i primi ad essere tutelati sono quelli che hanno meno
Per una società in cui chi licenzia ci rimette prima e di più dei licenziati
Per una società in cui la scuola propone saperi, non impone credenze
Per una società che non riconosce alcun dio e rispetta il diritto di ognuno a credere ad ogni dio
Per una società in cui la legge sia assolutamente uguale per tutti
Per una società in cui nessuno sia più importante di un altro
Per una società che non elegge popoli nemici e in cui nessuno è straniero
Per una società che non crede, non obbedisce e non combatte che contro l'ingiustizia
Io chiedo a chi vuole realizzare questo di formare LA SINISTRA.
Chiedo anche a chi non abbia voglia di farlo di tenersene ben lontano.
Guido Silipo ed un gruppo di compagni della Casa del Popolo (www.lacasadelpopolo.org)
Per adesioni www.causes.com/iosonoperlasinistra oppure manifesto@lacasadellasinistra.org
Io penso che la base debba
Io penso che la base debba essere la nostra Costituzione e il prefiggersi di applicarne i contenuti.
Poi risulta chiaro che se esiste una maggioranza (anche fra quelli che "impropriamente" continuano a definirsi di centro/sinistra) che antepone l'interesse economico (a partire dalla rendita) all'uomo l'opposizione debba essere composta da persone che la pensano in modo diametralmente opposto.
Basta con procacciatori di affari che rivestono il ruolo istituzionale!!!
Se nella maggioranza (inclusa quella di sentro/sinistra) l'etica della morale e della legalità non è un fattore centrale per l'opposizione deve essere l'opposto.
Detto questo e, a propostito di "procacciatori d'affari" mi piacerebbe che una sinistra (un partito degli uguali) proponesse per la la mia provincia (Milano) una alternativa a Penati.
Milano da troppo tempo è stata svenduta alla destra.
Gli elettori del centro sinistra sono stati lasciati assolutamente soli dal PD al punto che Veltroni per
stabilire chi candidare alle Provinciali è salito a parlarne con........Formigoni (una garanzia! Forse perchè così gli garantirà il supporto delle truppe cammellate di Comunione e Liberazione)
Vedete di mettere insieme TUTTE le anime della sinistra sotto un'unico simbolo (fate una federazione o quel cavolo che volete ma vedete di essere finalmente uniti = meno protagonismo * ideali), che includa la falce ed il martello, in quanto un simbolo ha per molti sempre qualcosa di evocativo, e dateci una alternativa perchè se no rischiamo di avere tutta la cassaforte d'Italia in mano al Principe e...........alle sue truppe cammellate! (mafia inclusa)
Per non pensare poi ad avere una marea di inquisiti e pregiudicati che ci rappresenteranno nel Parlamento Europeo: un vero e proprio abominio!!!
Qui, o si fa l'unità della sinistra o si muore.
Credo che manchino due cose
Credo che manchino due cose e precisamente la conoscenza del Manifesto del Partito Comunista che dovrebbe essere considerato come la Bibbia laica, per chi si proclama di sinistra e che conoscendo bene il punto di partenza, sappia anche dove si voglia arrivare, e quella della Costituzione, che dovrebbe essere il "catechismo" per risolvere tutti i problemi soprascritti e non solo.
Quindi si usano tante e persino troppe parole, per non dire che il programma starebbe tutto nel salvare, diffondere, ed applicare lo spirito e la lettera della nostra Costituzione, togliendola dal ruolo della Cenerentola, per darle finalmente il ruolo della regina di tutta la nostra vita.
E nel suo nome chiamare a raccolta tutti gli elettori, al di fuori anche dei partiti, del resto degradati da strumenti: "...per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale..." come sancito nell'art. 49 della C., ad uffici di collocamento per lacché, tirapiedi, reggicoda, portaborse, mogli, compagne, favorite, figli e/o nipoti di personaggi ormai totalmente inaffidabili, che ci hanno guidati alla rovina.
Inaffidabili per le vicende ormai quotidiane delle varie "poli" di cui si sono resi o autori, o complici o collusi, fino all'attuale "mignottopoli", così definita non da un giustizialista, giacobino e bolscevico, ma da un ineffabile personaggio,che risponde al nome di Guzzanti padre, anche lui fin'ora sempre ligio e prono al volere del Fra Inteso suo padrone.
Perchè al di la di tutto ciò, come cantava Califano: "Tutto il resto e noia!", ed aggiungo di mio: "O presa per il kulo, perchè paradossalmente, per essere oggi rivoluzionari e di sinistra nel Bel Paese, basterebbe conservare ed applicare la Costituzione."
Niente più e niente meno.
Ma riusciranno non dico i nostri eroi, defunti da un pezzo, anche se alcuni sembrano vivi, perchè ancora non se ne sono accorti, ma gli elettori che si proclamano democratici, a realizzare una nuova svolta si Salerno, per affrontare uniti e vincere contro chi la C. intende manometterla fino a distruggerla del tutto, perchè la considera "bolscevica"?
maranimarcel@tiscali.it