di Fulvia Bandoli
Mer, 25/11/2009 - 06:58
Giovedì 19 novembre: prima la direzione di Sinistra Democratica fino alle 17.00 poi aereo e alle 21 assemblea al circolo di San Salvario,Torino. Giornata piena ma illuminante. La discussione della Direzione Sd è ampia, il confronto franco,ma tanti (troppi) i timori e alla fine il tutto risulta assai arretrato rispetto alla realtà e alle risposte da troppi mesi mancanti.Che cosa accade ora che i socialisti si sono chiamati fuori , che cosa resta se non consentiranno l’uso del simbolo facendo ricorso al patto firmato davanti al notaio? forse è giusto separare la Costituente del nuovo soggetto (che inizia il 19 e 20 dicembre) dalla formazione delle liste per le regionali,ma come fare? E ancora, cosa sostiene la formazione di un nuovo soggetto politico (un partito, ma diverso nelle forme e nelle pratiche dai partiti del 900)? Non è forse meglio,dicono ancora alcune e alcuni,pensare ad una Federazione di forze politiche diverse ( i piccoli partitini e movimenti) ai quali aggiungere "la gamba" dei cosiddetti esterni conservando così la peculiarità di Sinistra Democratica e degli altri partitini? Sembra che le scosse delle ultime settimane abbiano fatto precipitare la discussione indietro di moltissimi mesi,e questo mi sconforta. Tutte le posizioni sono legittime ma trovo veramente incomprensibile e assai poco responsabile interrogarsi ancora ( dopo che da oltre un mese abbiamo aperto le adesioni ) sulla necessità di una Sinistra nuova. Interrogativo che credevo risolto, almeno questo. Perché una sinistra politica continua a mancare e anche l’elezione di Bersani a segretario del Pd non ha cambiato e non potrà cambiare facilmente il profilo indistinto di quel partito. La direzione sd si conclude con un documento di due pagine,che non è stato distribuito prima di metterlo ai voti ( vecchia pratica da cambiare) e che viene solo letto. Dice alcune cose ,su altre sorvola. Nulla di decisivo nulla di definitivo,si naviga a vista.
Ci sfiniamo di riunioni . Prima e dopo ogni riunione del coordinamento nazionale nominato a Bagnoli ( un organismo chiaramente a sovranità limitata e sotto tutela..) si riuniscono tutti gli organismi dirigenti dei vari partitini e movimenti, e prima ancora i segretari da soli ( o i loro incaricati ) e dopo tutta questa liturgia che dura settimane ( mentre fuori nella realtà capita di tutto..) forse si riesce a partorire una decisione,forse. Ma non è detto, qualcuno potrebbe smentirla un minuto dopo. Siamo gravemente malati e mi chiedo quando ce ne renderemo conto. La malattia è quella che travolge da anni la politica. Ed è veramente paradossale che abbia attecchito così tanto anche in noi,noi che non eravamo e non siamo partiti tradizionali,noi che soffrivamo queste pratiche quando le subivamo nei rispettivi partiti di provenienza, che dovevamo rinnovare la politica e le sue pratiche, noi che volevamo democrazia e trasparenza. Da molto tempo vivo male le sedi separate, sento il bisogno di un confronto libero senza che ognuno parta e torni sempre nel suo perimetro. Luoghi aperti dove ci si mescola, come è capitato all’ assemblea autoconvocata da un gruppo di donne l’8 novembre nella quale nessuno e nessuna diceva da dove veniva, come capita nei molti circoli che hanno già preso forma in tanti paesi e città.
Alle 19.00 salgo in aereo,atterro a Torino e alle 21 entro alla casa del popolo di San Salvario dove si terrà l assemblea del circolo appena costituito aperta a tutti gli aderenti. Ci sono già tante persone ma le prime due che incontro e che conosco da anni sono un compagno e una compagna sui cinquant anni, la prima cosa che mi dicono quando chiedo loro come stanno è che hanno perso il lavoro, lui una settimana fa lei due giorni fa. Io penso tra me che poche ore prima alla direzione di Sd qualcuno si chiedeva ma perchè e per chi dovremmo fare questa Sinistra? Vista da qui la risposta è semplice,quasi banale,per questi due la dobbiamo fare,per coloro che perdono il lavoro e si aspettano da noi parole,proposte,sostegno, e per le centinaia di migliaia che l’hanno già perso precari e non, e per quelle e quelli che lo perderanno, come dice l’Ocse, fino al 2011 , capire come sia cambiato il lavoro ma anche quanto sia necessario averlo per vivere e non sentirsi ai margini e sulla soglia della povertà. Il lavoro, la qualità ambientale dello sviluppo e l’energia in particolare, la pace e il disarmo, la democrazia e la salvaguardia della costituzione. Già fossimo capaci di stare su queste questioni con tenacia si capirebbe il nostro profilo.
Il 40 per cento degli aderenti a questo circolo sono donne e uomini( parecchi giovani anche) che non vengono da nessun partitino e se dicessi loro che devono essere una delle gambe della Federazione credo che mi manderebbero a quel paese ( con molta ragione), non uno che dichiari la sua provenienza e se qualcuno lo fa è solo per dire che non ha nessuna intenzione di tornarci....sono già mescolati da molti mesi, lavorano nel quartiere,sono in sede due pomeriggi la settimana per incontrare i cittadini e rispondere alle loro domande ( San Salvario è un quartiere molto problematico con alta incidenza di immigrati),hanno messo in piedi un dopo scuola di cui vanno fieri ( “Con chi faccio i compiti?” l’hanno chiamato) che gestiscono con grande passione diversi studenti e insegnati che gratuitamente aiutano i bambini in varie materie . Provano a mettere radici nel loro territorio. Il dibattito è ampio e ricco di argomenti, non solo sul contenitore ma sui problemi delle persone.
Alcuni attaccano i dirigenti nazionali che secondo loro rallentano da anni ma si sente anche il bisogno di poter dare fiducia ad un gruppo dirigente ( quando dico loro che un nuovo soggetto ha bisogno di un gruppo dirigente e di una base e che senza uno dei due fattori non si va da nessuna parte concordano... ma nella democrazia mi dicono,che si possano eleggere questi dirigenti, giudicare. cambiare o confermare). Pare ovvio ma noi non votiamo mai e anche per eleggere i delegati alla assemblea nazionale del 19 e 20 dicembre sono state proposte liste chiuse ,così si bilancia meglio tra le varie sensibilità hanno detto gli estensori di quelle regole...mentre sappiamo che sarebbe assai più trasparente e democratico avere liste aperte con la possibilità di esprimere preferenze.
Lo chiediamo per le elezioni nazionali,ma non lo facciamo tra di noi. Io spero che questa regola sia cambiata e che siano proprio i circoli a cambiarla nelle loro assemblee.
Dalla Direzione sd ero uscita preoccupata e anche un po’ depressa, alla fine di questa assemblea sto meglio. E non perché io abbia improvvisamente sposato la tesi che tutto si fa solo dal basso e in assemblea…non lo credo e non è mai stato così nei processi politici significativi…come ho detto ai compagni di San Salvario io sono stata una dirigente politica e adesso non mi metterò certo a fare finta di essere “la base”. Penso però che in questo momento i territori siano assai più avanti dei gruppi dirigenti, a volte succede anche questo in politica, e se è così bisogna capirlo in fretta e mettersi in ascolto e in sintonia.
Se ci sono Italia un centinaio di circoli come questo ( e ho l’impressione che ce ne siano anche di più) abbiamo qualche speranza di farcela. O almeno di poterci finalmente provare.
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Abbiamo un gruppo dirigente
Abbiamo un gruppo dirigente che ha saputo criticare la debolezza politica da cui veniva e giustamente allontanarsi. Ora non trava la capacità fare una proposta complessivamente diversa perciò si continua a discutere inutilmente della forma partito. Si dice che dovrà essere diversa da quelle conosciute dimenticando che quelle conosiute sono state costruzioni legate al modo di affrontare e portare a soluzione i bisogni e le necessità. Si è usciti da altri Partiti o si da nessuna esperienza di militanza ma è come se si restasse nei confini della antica provenienza. prima di guardare alla forma bisogna saper indicare le soluzioni anche se dovessero richieder una lunga lotta.Quello che staca è l'attesa di decisioni che non vengono mai e il comportamento è uguale a quello dei partiti del passato.
Una delle ragioni del fallimento del centrosinistra è stata l'immagine di una coalizione che litigava non sapeva mai decidere. Stiamo dando ragione a chi ha sostenuto e sostiene che a far cadere Il governo prodi è stata la sinistra radicale.
Bologni Cesare
Brava Fulvia, mi piace il
Brava Fulvia, mi piace il tuo impegno.
Anche io amo molto fare delle assemblee vere. La scorsa settimana, ad esempio, ci siamo misurati, in un paesino del Chianti, con i compagni della mozione Marino, parlando delle prospettive della sinistra, e le persone che c'erano sono state tutte molto interessate a discutere del rinnovamento della politica, di una gestione della cosa pubblica più partecipata, di come superare i gravi limiti del PD. E siamo tornati soddisfatti.
Poi, avendo programmato in un quartiere di Siena un'assemblea per presentare Sinistra e Libertà, siamo stati stoppati dai nostri compagni di viaggio, con argomenti dei più incredibili, il primo dei quali era comunque "che cavolo vogliamo presentare quando il panorama nazionale è così incerto". Gli spieghi con tanta passione che il partito nuovo si costruisce con la gente, ma loro non vogliono questo, non voglione "assemblee aperte" perchè sono preoccupati che si rompa un certo equilibrio ed alla fine non riescano a realizzare il loro piccolo disegno egemonico. Allora che si fà? Si accetta il ricatto e si sta fermi, come siamo costretti a fare da un sacco di tempo, si subiscono le loro iniziative non discusse mai collegialmente o si getta il cuore al di là dell'ostacolo, assumendo come Sinistra Democratica e con chi ci sta le iniziative che riteniamo più giuste? Quanto sarebbe bello che in un'assemblea non ci fossero "noi e voi". Ma quando chi sta con te non rinuncia neppure per una virgola alle sue posizioni (e non solo posizioni in senso politico) dobbiamo sempre piegare la testa? Noi abbiamo scelto la seconda opzione, anche a costo di pagare qualche prezzo. Da quello che capisco non si tratta di una situazione isolata.
Allora, secondo me, un gruppo dirigente deve dare un messaggio chiaro di fronte a questi problemi, perchè sennò continuerà ad essere condannato ad sfiancarsi in defatiganti mediazioni di cui tutti ci siamo francamente rotti.
alessandro vigni
Alla Sinistra democratica,
Alla Sinistra democratica, al Movimento per la Sinistra, alla Federazione dei Verdi, al Partito Socialista, ai compagni del Pdci confluiti in Sinistra e Libertà ( e p.c. all’Associazione per la Sinistra e all’Associazione per il Rinnovamento della Sinistra)
Cara Fulvia e cari tutti
dopo l’infausta giornata del 19 scorso con la doccia fredda degli ambigui comunicati del Coordinamento di Sinistra e Libertà e del direttivo di Sinistra democratica,finalmente è tornato a splendere il sole.
Da province, regioni e realtà locali sono giunti pronunciamenti che non lasciano più spazio a dubbi ed incertezze. I documenti di Pistoia e della Toscana, quelli romani, liguri, di Ragusa, di Milano sud,di Viterbo, della Puglia intera e di centinaia di altre sedi sono uno più chiaro dell’altro.
Molto importante anche l’intervento di Claudio Fava , che interpreta in modo incoraggiante il deludente comunicato della direzione di Sinistra Democratica.
L’impressione che si ricava è che il vivo fermento e la decisa volontà della base sta scuotendo da tutto il territorio nazionale incertezze e paure dei vertici ed avviando un processo non angusto ( il partitino, di cui ingiustamente ci accusano ) né frettoloso ( l’assenza di progetto ) e soprattutto attraversato da una forte spinta di democrazia, partecipazione e trasparenza.
Tutto ciò fa sperare che le giornate del 19 e 20 dicembre saranno molto positive ed importanti e coniugheranno capacità di decidere e legittimo entusiasmo con responsabilità e saggezza, indispensabili per condurre in porto un progetto che sia all’altezza della situazione complessa e del progetto di ampia unità della sinistra, che vogliamo realizzare. E’ incoraggiante che anche molti socialisti non seguano le indicazioni dei loro dirigenti e non abbandonino il progetto di Sinistra e Libertà.
Io voglio ringraziare quelle centinaia di realtà territoriali, che – con determinazione e senza scoraggiarsi di fronte alle difficoltà – hanno creato questa situazione, ridando fiducia e voglia di fare alle centinaia e migliaia di militanti ( io sono tra questi ) rimasti senza casa e frastornati dalle scelte sbagliate dei gruppi dirigenti e dalle occasioni perdute dalla sinistra in questi ultimi 10 anni ( dal Forum programmatico per l’alternativa della componente sindacale Lavoro e Società, al Cantiere di Asor Rosa e Rossana Rossanda, alla Sinistra Arcobaleno , al primitivo Sinistra e Libertà.)
Buon Lavoro a voi e a me/Alfredo Giusti- Sarzana (SP)
Sergio Giani, Bamako - West
Sergio Giani, Bamako - West Africa
Cerchiamo di non scoraggiarci, ma é sempre più difficile! Per favore, un po' di chiarezza ed andiamo avanti.
Chi puo' onestamente dire che non c'è bisogno di una Nuova Sinistra in Italia?
Anche tu, Fulvia, e gli altri che la pensano come te, cercate di non scoraggiarvi!!!
Davvero un commento.
Davvero un commento.
Fulvia scrive: "La malattia è quella che travolge da anni la politica. Ed è veramente paradossale che abbia attecchito così tanto anche in noi,noi che non eravamo e non siamo partiti tradizionali,noi che soffrivamo queste pratiche quando le subivamo nei rispettivi partiti di provenienza, che dovevamo rinnovare la politica e le sue pratiche, noi che volevamo democrazia e trasparenza".
Sì, il nuovo soggetto politico o costruisce la sua vita democratica interna
(e da estendere all'esterno) in perfetta trasparenza
o dovrà ridursi a ripetere i riti di sempre, rinunciando così
a costruire il nuovo soggetto politico.
Per quanto mi riguarda preferirei democrazia e trasparenza,
tra l'altro facili da realizzare se la nostra storia politica è piena,
nelle idee, e nel linguaggio, di democrazia e trasparenza!
E continua Fulvia: "Da molto tempo vivo male le sedi separate, sento il bisogno di un confronto libero senza che ognuno parta e torni sempre nel suo perimetro. Luoghi aperti dove ci si mescola, come è capitato all’ assemblea autoconvocata da un gruppo di donne l’8 novembre nella quale nessuno e nessuna diceva da dove veniva, come capita nei molti circoli che hanno già preso forma in tanti paesi e città".
Non dubbi anch'io.
Per costruire relazioni di democrazia e trasparenza in un nuovo soggetto politico sono necessari solo "luoghi aperti",
dove è sicuramente possibile
costruire un "confronto libero".
E chiude Fulvia: "Penso però che in questo momento i territori siano assai più avanti dei gruppi dirigenti, a volte succede anche questo in politica, e se è così bisogna capirlo in fretta e mettersi in ascolto e in sintonia."
Anche secondo la mia esperienza
i "territori sono più avanti dei gruppi dirigenti",
ma non per una differenza tra le persone della "base" e le persone della "dirigenza",
quanto soprattutto per una più forte e impregnante immersione della "base" nella realtà della vita,
nella realtà dei bisogni,
nella realtà di una sfida per la trasformazione della società nel prossimo futuro,
una sfida sentita con più determinazione, e qualche volta rabbia,
perché più urgente appunto è il bisogno di una società più giusta sul piano economico-sociale
e più attenta a rispettare la dimensione personale di ogni "persona", a prescindere da...basta leggere la nostra Costituzione e la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo (magari da integrare seguendo il risveglio di nuovi diritti).
"Se è così", cara Fulvia,
è ora quindi non solo di"capirlo in fretta e mettersi in ascolto e sintonia",
ma anche di un'iniziativa politica saggia e attiva.
O no?
Severo Laleo
Mi domando perchè abbiamo
Mi domando perchè abbiamo perso tanto tempo con i socialisti. Ci hanno paralizzato ed ora ci impediscono anche di usare il simbolo. Credo sia stato meglio che non abbiano voluto aderire. Se li avessimo avuti nel partito sarebbero stati dannosi. Se, come credo tra le loro file c'è gente seria sincera e corretta , credo che essi debbano aggregarsi come singoli al nuovo soggetto politico che stiamo costruendo.
Inseguire i vertici perdendo il popolo della sinistra sarebbe una scelta noj solo suicida ma anche banalmente stupida.
Andiamo avanti arrichendo il nostro progetto di idee e proposte buone, e i consensi e i voti verranno molto più facilemmnete che non inseguendo accordi di vertice.
enrico matacena
Assolutamente d'accordo. Non
Assolutamente d'accordo.
Non ho un quadro d'insieme,ma in provincia di Cremona ormai esistono solo realtà di SEL che agiscono,per quel che possono,senza più rifarsi ad appartenenze passate.
Non potremmo tornare indietro neppur volendo.Per far ciosa,poi?Per ripercorrere fallimenti?
Fulvia ha ragione di affermare che non si opuò costruire solo dalla base,ad un certo punto se non c'è un gruppo dirigente all'altezza non si riesce a far sintesi,ad incidere,ad avere una visione ed una proposta d'uinsieme.
Ha anche ragione di affermare che la "linea",il "che ci stiamo a fare" è sotto gli occhi di tutti,nelle persone dei lavoratori,nelle questioni dolenti dell'ambiente degradato,della democrazia offesa,della pace tra i popoli.
Mi aspiace dirlo,ma temo che i gruppi dirigenti che attualmente abbiamo,non siano all'altezza.Personalismi?piccoli centri di potwere residuo?Buona fede,ma ascarse capacità?
Non lo so,ma ci sarà un motivo se ad un certo livello ci si incarta...
Comunque,facciamo lavoro di massa il più possibile,alla fin fine spero ancora che un gruppo all'altezza emerga.Alla base di cittadini disponibili ad un impegno serio ce n'è,e di più ce ne sarebbe se finalmente riuscissimo a varare questa sinistra.
Per me,se dobbiamo mutar sigla un'altra volta,non è problema.La gente capisce.
Da queste parti,che i Verdi e socialisti si sarebbero,a maggioranza chiamati fuori,non ha sorpreso nessuno.
Ce l'eravamo già detti da subito.E chi ,tra loro,voleva remare per costruire una nuova sinistra nuova,ha continuato a farlo.
Cara Fulvia,permettimi di
Cara Fulvia,permettimi di non concordare con te quando affermi"E non perché io abbia improvvisamente sposato la tesi che tutto si fa solo dal basso e in assemblea…non lo credo e non è mai stato così nei processi politici significativi…come ho detto ai compagni di San Salvario ecc." perchè se non si muoveva il basso a cominciare dalla Toscana eravamo ancora impastoiati in inutili discussioni del politicamente corretto che abbiamo visto a che degrado della sinistra ci ha portato.Io,come te,ho vissuto tutta la vicenda dal PCI ai DS fino a alla nascita del PD ed abbiamo avuto dirigenti come Veltroni,che tra l'altro ha dichiarato di non essere mai stato comunista ed allora non so cosa ci andasse a fare alle Botteghe Scure,il quale abbiamo visto e constatato i guasti che ha provocato a cominciare dalla sua disponibilità al dialogo con Berlusconi sulle riforme istituzionali e la pretesa di autosufficienza del PD e D'Alema anche lui salvatore di Berlusconi con la bicamerale e la concessione delle frequenze televisive con il modesto pagamento dell'uno per cento sugli introiti pubblicitari.Sai come sarei felice se la mia pensione venisse tassata in eguale misura!
Quando abbiamo pensato che un nuovo modo di fare politica era proprio perchè eravamo arcistufi di demandare ad un ceto politico "bollito" le istanze delle comuni persone e di una classe politica diventata casta autoreferenziale.Non per questo visto che peggio di quello attuale un governo non può essere sono consapevole che accordi pur vadano fatti ma parimenti ci deve essere una sinistra che almeno mitighi gli indirizzi neocapitalistici che hanno pervaso quella che fu una sinistra.Ecco la ragione di SEL( o come ci sarà consentito di chiamarla) ecco perchè l'aria del territorio non è la stessa della dirigenza o parte di essa.
Hai ragione, diamoci una
Hai ragione, diamoci una smossa che si fa sera.
Domenico Villani "Penso
Domenico Villani
"Penso però che in questo momento i territori siano assai più avanti dei gruppi dirigenti, a volte succede anche questo in politica, e se è così bisogna capirlo in fretta e mettersi in ascolto e in sintonia".
Cara Fulvia poichè è da tanto che le cose stanno così (ci sono 2 partiti, uno dei dirigenti ed uno della 'base') e non era difficile capirlo; non è questione di comprensione e/o d'intelligenza politica, ma di CORAGGIO e VOLONTA'.