Mar, 19/05/2009 - 06:04
Un libro di Paolo Rumiz
di Fulvia Bandoli
Erano assai belli anche tutti gli altri libri di Rumiz, ma per me "E' Oriente " e "Annibale" stavano in cima a tutti. Invece l'ultimo uscito squarcia il mio ordine di preferenze e si colloca in vetta, Sarà perchè anche io amo tantissimo il treno, i treni locali in particolare e le tante stazioni, mi affascina da sempre il reticolo di binari che mettevano in comunicazione vallate e paesi, culture e persone altrimenti disperse in un territorio orograficamente complesso. Sarà che anch'io in altri modi o forme ho per vent'anni tentato di convincere la sinistra tutta che era il treno il nostro futuro (non il treno unico e superveloce) ma i tanti treni, e i molti rami nessuno dei quali andava fatto seccare.
Lun, 30/03/2009 - 06:04
di Claudio Fava
Questo libro racconta l'antimafia, che è parola piena di insidie. C’è un'antimafia di cose fatte, conquistate, volute con ostinazione. Ma c’è anche l'antimafia delle occasioni perdute, di chi ha voltato le spalle a se stesso, ha svenduto il mestiere e la faccia. Per molti anni abbiamo continuato a proporre l'onesto censimento delle buone intenzioni, una lotta alla mafia di parole maiuscole, di prediche generose, di lunghe assemblee nelle scuole. Fuori, intanto, la palude s'allargava... Credo che sia tempo di ripercorrere questi anni senza indulgenze e senza reticenze. Raccontando i vivi, per una volta: non i morti.
Lo so, scrivere sui morti sarebbe più semplice: si adattano alle nostre liturgie, subiscono ogni nostra parola pietosa. Se potessero, si annoierebbero: ma non possono. I vivi sono imprevedibili per definizione. Ci sono schiene che restano dritte e molte altre che si piegano a compasso al cospetto d'ogni potente. In verità, la lotta alla mafia unisce solo i morti. I vivi li divide: tra chi la fa e chi la lascia fare agli altri. Dobbiamo prendere atto di questa diaspora civile. Ricostruirla, metterla a nudo. Prima di perderne ogni memoria.
Sab, 14/02/2009 - 08:00
di Claudio Fava
La camorra si è rifatta viva con tutta la sua violenza proprio nella sua Castellammare di Stabia, pochi giorni fa, uccidendo un consigliere comunale. Coincidenza amara vuole che in questi giorni esca il libro ("Da onorata società a spa") del consigliere regionale Tonino Scala capogruppo di Sinistra Democratica che affronta il tema della criminalità organizzata in Campania. "Oggi, come allora, il nostro Sud era insanguinato dalle mani armate della camorra così come della mafia. A Napoli, a Palermo, nella mia Castellammare, nelle vicina Torre Annunziata si moriva a ogni ora del giorno. Ero uno studente, allora, e insieme a tante altre ragazze e ragazzi sentimmo l’esigenza di riunirci e metterci in movimento Le riunioni seduti in cerchio, i cortei da organizzare, gli incontri,
Mar, 28/10/2008 - 07:08
di Valerio Calzolaio
Alta collina romagnola. Primavera-estate 2007. Giusto appena Primo Casadei detto Terzo torna nel paesino d’origine cominciano ad ammazzare bambini. E lui ha due gemelle di cinque anni, Beatrice e Berenice. Alto magro moro atassico, un fratello e una sorella, quaranta cugini, sempre in giro per l’Italia, senza casa, senza lavoro fisso, senza libreria nonostante diecimila volumi, una stupenda silenziosa moglie cinese, dopo oscure peripezie, è arrivato al successo di scrittore con una storia della Romagna papalina. Continuando a leggere l’Unità, sempre circondato da atei, si trasferisce nella vecchia casa di parenti per curare Beatrice dalla tubercolosi (polmonite miliare), insieme all’amico
Mar, 14/10/2008 - 17:16
di Oscar Buonamano
Quando lessi della morte di André Gorz, non capii fino in fondo l’importanza che aveva avuto la moglie Dorine nella sua formazione culturale, politica e filosofica. La lettura di Lettera a D. Storia di un amore colma questa lacuna. “Stai per compiere ottantadue anni. Sei rimpicciolita di sei centimetri, non pesi che quarantacinque chili e sei sempre bella, elegante e desiderabile. Sono cinquantotto anni che viviamo insieme e ti amo più che mai. Porto di nuovo in fondo al petto un vuoto divorante che solo il calore del tuo corpo contro il mio riempie”.
Mar, 16/09/2008 - 12:48
di Oscar Buonamano
Un libro importante questo che consegna alle stampe Claudio Fava. Un libro che restituisce dignità alla politica, senso alle parole, dignità agli uomini. Un libro sul rispetto delle regole. E non è un caso che Fava apra con un omaggio ad un italiano di cui essere fieri e che del rispetto delle regole ha fatto la sua principale ragione di vita, fin quando è stato in vita, Giovanni Falcone.
“Mi fermai a dormire a casa sua all’Acquasanta la notte prima dei funerali di Giovanni Falcone…La mattina dopo vidi per la
Mar, 16/09/2008 - 12:40
di Oscar Buonamano
“Lo Stato aveva deciso di fermare se stesso proprio nel momento in cui stava registrando risultati esaltanti. E perché? Perché la mafia ce l’aveva dentro. Si faccia avanti chi è capace di dare una diversa risposta plausibile”.
Un’affermazione da far tremare le vene e i polsi e che fa indignare. Una delle tante affermazioni forti contenute in Chi ha paura muore ogni giorno, l’ultimo libro di Giuseppe Ayala.
Mar, 16/09/2008 - 12:32
di Alessandra De Santis
“Io so tutti questi nomi e so tutti questi fatti…io so. Ma non ho le prove” è con questa poesia di Pasolini che Don Marcello Cozzi comincia il suo libro “Quando la mafia non esiste: malaffare e affari della mala in Basilicata” un libro di circa cinquecento pagine che racconta la storia di una regione considerata Isola felice di un territorio circondato da mafie.