Sinistra Democratica aderisce alla Marcia Perugia-Assisi

di Fabio Mussi

Mer, 26/09/2007 - 21:23

Caro Flavio Lotti e cara Grazia Bellini,

 rispondo al vostro Appello annunciandovi l'adesione del movimento politico "Sinistra Democratica - Per il Socialismo Europeo" e dei suoi gruppi parlamentari alla Marcia Perugia-Assisi del 7 ottobre 2007.

Vogliamo aggiungere il nostro impegno a quello di quanti nella società italiana e in diverse parti d'Europa, nei movimenti, nelle istituzioni, nel mondo del lavoro e tra gli intellettuali, sono impegnati a fare della Marcia una nuova, straordinaria, occasione, per fare emergere i più profondi sentimenti di pace del popolo italiano e una visione forte del mondo nella quale si combattano, come voi dite nell'Appello, "le sofferenze delle persone, le disuguaglianze, le ingiustizie, lo sfruttamento, l'esclusione, l'illegalità, le violazioni dei diritti umani, l'intolleranza, il razzismo, l'impoverimento, la disoccupazione, la precarietà e la violazione dei fondamentali diritti del lavoro, la devastazione ambientale e la distruzione delle risorse naturali, la mercificazione dei beni comuni universali, il ricorso alla violenza e alla giustizia "fai da te", ai traffici di ogni tipo di arma".

La Marcia Perugia-Assisi, per tanti di noi, per tante generazioni italiane e non solo, è stata un tratto essenziale ed indimenticabile della propria educazione intellettuale e politica, fin da quell'inizio degli anni '60, quando, dietro lo striscione di Aldo Capitini dedicato alla "nonviolenza", si misero in movimento alcune migliaia di giovani che cominciarono a radicare nella cultura italiana un nuovo orizzonte di ideali pacifisti e anche nuove visioni del mondo.

Trovo in quella parola "tutti" che usate con insistenza nel titolo dell'Appello, un valore straordinario che, dal pensiero di Aldo Capitini, ancora oggi preme ad interpretare profondamente un disegno di riforma della società e della convivenza umana, tra le donne e gli uomini di ogni paese e del mondo. "Il potere è di tutti" ... scrisse allora Capitini e voi oggi dite "tutti i diritti umani per tutti": ecco, in quella ripetizione penso ci sia il germe più fecondo di un nuovo pensiero politico, di una nuova cultura politica non-violenta, capace di contrastare, con la forza dei popoli e con il confronto tra gli Stati, le ingiustizie del mondo.

E' questo forse il più grande "segno dei tempi" in una fase nella quale tante ideologie insistono sulla condizione isolata e dispersa dell'individuo, di uomini e donne, alla prova di più grandi tragedie: la guerra, la devastazione ambientale, le reti complesse dell'organizzazione della finanza, l'uso e la rapina delle risorse.

Ci saremo dunque a Perugia nella consapevolezza che i diritti, "i diritti umani", per dire molto di più di quello che è sancito dalle leggi nei diversi ordinamenti, costituiscono una frontiera di lotta e di iniziativa planetaria, non solo nazionale, essenziale alla difesa della dignità umana in ogni luogo. Siamo convinti che è su quella frontiera che si combattono anche le povertà, le disuguaglianze, le differenze drammatiche di potere che distinguono la civiltà contemporanea, non solo tra chi e chi non ha, ma tra chi sa e chi non sa, tra chi può e chi non può.

Per questo vi sottopongo, nell'occasione della Marcia odierna e pensando di interpretare il vostro appello, un assillo che sentiamo fortissimo: il riarmo del mondo contemporaneo, l'enorme crescita di spese militari in ogni dove, non solo nelle capitali delle grandi potenze.

Ci sembra quella in corso una nuova ondata, persino più forte e gravida di pericoli rispetto a quella che ci fu alla fine degli anni '70. Allora diverse personalità, cattedre laiche e religiose, ebbero la forza e la capacità di mettersi in movimento. E anche tra Perugia ed Assisi, in una edizione della Marcia, risuonò forte quell'allarme.

Ora ci sembra che siamo arrivati ad una situazione ben più pericolosa e tale da tornare, per potenza ed ampiezza, a plasmare le culture diffuse, le incertezze, le paure del mondo contemporaneo, di milioni di donne e di uomini. Che possiamo fare?

Con questi sentimenti, con questo impegno e anche con questo assillo saremo a Perugia in tanti per essere più forti nel far sentire la nostra voce.

Un caro saluto.

Fabio Mussi

 

Roma, 25 settembre 2007


donna di denari