Dieci buone ragioni per un voto utile, a sinistra

di Gloria buffo e Marisa Nicchi

Dom, 24/02/2008 - 21:59

L'impressionante fuoco mediatico a favore di Veltroni e del Pd non deve stupire più di tanto. Ci sono in questo fenomeno gli aspetti ridicoli e un po' mascalzoni del nostro giornalismo come testimonia (ma è solo un piccolo esempio) il titolo di un grande quotidiano che presenta Finocchiaro e Borsellino in Sicilia come un ticket del Pd. Si tratta di un falso, ma tutto serve a alimentare la batteria di fuoco pro Pd. C'è poi sicuramente l'interesse dei gruppi economici forti a sostenere e ispirare un partito amico loro che viene non a caso presentato come l'unica scelta che può contare. E c'è anche però una lezione per noi ovvero, che la campagna elettorale si combatte subito, ogni giorno, con le proposte e con l'iniziativa serrata. Non è più il tempo di dire «la sinistra e il Pd non saranno fratelli coltelli». Adesso si compete, il tempo dei pranzi di gala è finito.
Accanto alle proposte vere e proprie - che speriamo vivamente siano asciutte,e facilmente comprensibili - bisogna argomentare politicamente le ragioni del voto per la Sinistra Arcobaleno. Noi ne vediamo alcune chiarissime che vanno evidenziate adesso se non vogliamo inseguire gli argomenti altrui.
La prima ragione (più rispetto per le donne, meno paura del Vaticano) è che il voto alla sinistra è utile perché è l'unico che garantisce alle donne che non si scambierà la loro libertà e dignità e il loro corpo con le diplomazie verso il Vaticano. Attenzione: nessuno dice che la legge 194 è da cambiare, ma gli altri non sono disposti a denunciare il fatto che si vuole snaturare quella legge contro l'autonomia delle donne. Questa è la vera questione in gioco. Il Pd dice che l'aborto va lasciato fuori dalla campagna elettorale perché non vuole spendersi a fondo a tutela dello stato di diritto e del compromesso tra stato e decisione della donna contenuto in quella legge.
La seconda ragione (meno guerra, più buona politica) del voto utile riguarda la guerra: l'unica garanzia che L'Italia non parteciperà a dissennate azioni armate nei Balcani è il voto alla Sinistra. L'unica certezza che si cercherà una strada meno rovinosa per l'Afghanistan di quella di una azione militare che dopo sei anni palesemente non funziona è la scelta per la sinistra
La terza buona ragione (meno spese militari più soldi alla scuola e all'università) è il disarmo: l'Italia è al trentaduesimo posto per la ricerca scientifica e al quarto per spese pro capite per armi e difesa. Di fronte al riarmo impressionante in corso, di fronte all'evidenza che qui sta una delle radici dell'ineguaglianza spaventosa e dei pericoli per l'umanità, solo la sinistra prende impegni chiari.
Al quarto posto (più diritti e salari, meno sconti alle imprese), non certo per importanza, sta il lavoro. Bene che se ne torni a parlare, dice Epifani. Ma, impresa e lavoro sono uguali? La Sinistra pensa di no e sceglie: per un paese più giusto e moderno. Bisogna ridare riconoscimento e dignità al lavoro. Lo spieghiamo prima o poi in un dibattito televisivo che se i salari non sono stati al centro della politica del governo Prodi, benché la Sinistra lo chiedesse, è perché non hanno voluto Padoa Schioppa e i veti del Pd? I co.co.co. e i co.co.pro. sono in gran parte lavoratori dipendenti mascherati e questo imbroglio lo conoscono tutti. Il Pd propone ora di dargli un salario minimo, ma non di superare l'imbroglio. Non sarà più riformista svelare l'inganno e cambiare quelle norme della legge 30, operazione che non costa ai contribuenti, ma chiede alle imprese quella responsabilità sociale che dopo anni di crescita dei profitti è il minimo che si può chiedere? La redistribuzione così non avverrebbe solo a spese dello stato (con il calo delle tasse sul lavoro), ma con una divisione dei benefici della produttività più equa.
Quinto (più stato sociale, meno regali alle rendite). A proposito di redistribuzione bisogna chiedere una tassazione più giusta, anzitutto delle rendite. E poi, visto che la ricchezza si può ripartire verso il basso attraverso salari, pensioni e servizi bisogna necessariamente rafforzare lo stato sociale in controtendenza con lo svuotamento perseguito in questi anni. Un asilo nido è indispensabile quanto un pronto soccorso e la politica per sostenere la non autosufficienza, per assicurare alle donne la libertà di lavorare non si risolve con un bonus in denaro, ma contando su una rete di servizi forti: qui c'è il pilastro di una maggiore giustizia sociale e di un progresso economico. Quando Veltroni dice che si devono tagliare tre punti di spesa pubblica cosa accadrà per sanità e servizi? Il voto alla sinistra è l'unica garanzia che si vada verso il rafforzamento del welfare.
Sesto (più qualità allo sviluppo, meno scempio di risorse e territorio). L'ambientalismo del «sì» proposto da Veltroni è speculare a quello del «no»: li non va bene niente, qui va bene tutto. Invece ci vuole l'ambientalismo della qualità. La garanzia sta nella sinistra arcobaleno che non deve rendere conto ai grandi interessi economici, ma tiene a cuore i beni comuni.
Settimo (più libertà per le persone e meno ipocrisie conservatrici). La libertà di divorziare senza attendere troppi anni, i diritti degli omosessuali, il testamento biologico: la garanzia che uno stato paternalista - che in Europa non c'è più - non decida al posto nostro, sta in Italia solo a sinistra.
Ottavo (più soggetti televisivi, meno favori a Mediaset). Il conflitto d'interessi non ha trovato soluzione perché non si è voluto né la volta scorsa, né questa. Prima, perché D'Alema diceva che Berlusconi si sconfigge politicamente, più recentemente invece, c'era da fare, insieme a Forza Italia, la legge elettorale bipartitica. Anche qui, il voto a sinistra è l'unica speranza. Infatti chi ragiona in termini di potenza sostenendo che le armate televisive di Berlusconi non si possono toccare ed è meglio venire a patti chiedendo spazi a Mediaset, non ragiona in termini liberali. La sinistra in Italia è più liberale dei democratici.
La nona ragione (meno partiti nelle nomine, più politica nella società) è la questione morale. Non c'è legalità, né lotta alla mafia se non si moralizzano vita pubblica e partiti. E non ci pare che il problema sia solo dalle parti di Ceppaloni. Ci vuole coraggio: avanti con la legge sulle nomine in sanità, passi indietro dalle giunte impresentabili. Quella della questione morale è una sfida difficile, ma è quella vitale.
E infine la politica-politica: chi non desidera che il Pd si butti nella grande coalizione ha un solo sistema per scongiurarlo, far arrivare tanti voti alla sinistra.
Una postilla sul '68. A parte che il 6 politico non data a quell'anno, molti elettori ricordano cosa era l'Italia prima di quel grande cambiamento: provinciale, ottusa verso le donne, con le classi differenziali nella scuola pubblica... anche in questo caso i liberali e i progressisti stanno più a casa nostra che dalle parti del Loft.
Voler essere insieme Sarkozy, Obama, Zapatero va bene forse per gli spot, un po' meno per la realtà vera delle cose e delle persone e per questa Italia bisognosa di una svolta di giustizia, libertà e civiltà.
la Sinistra l'Arcobaleno


E´ un bell´ articolo,

E´ un bell´ articolo, scritto bene per spiegare che c´e´ spazio politico per SD. Si puo´ solo sperare che SD faccia anche questa politica superando gli enormi problemi di vertice e di direzione politica che sono nati con l´ aggregazione di Verdi e Rifondazione.
Per me SD e´ il meglio che e´ sopravvissuto al PCI, tutte le altre forze federate per le elezioni hanno creato nuovi problemi e complicazioni.
Non e´ un caso che Buffo e Nicchi vengano dal PCI e sappiano fare politica, come dimostra questo articolo.
Anche col rischio di annoiare: non rifate democrazia proletaria.
Date il testo al capolista e chiedetegli di impararlo a memoria. Col tempo gli si potra´ anche chiedere di farne un riassunto con parole proprie.

Hans Moser


l'Unità di domenica

l'Unità di domenica dedicava un'intera pagina sulla situazione elettorale Siciliana, si parlava del tiket Borsellino-Finocchiaro, si parlava del PD e non si faceva nessun accenno alla Borsellino come capolista DELLA SINISTRA l'arcobaleno.
l'Unità praticamente ci ha cancellato dall'informazione, sopratutto noi di SD siamo stati bistrattati in tutti i modi, le nostre positive iniziative che abbiamo svolto in tutto il paese non sono quasi mai state menzionate, viceversa altri raggruppamenti inesistenti trovavano largo spazio.
e poi come mai nessuno fa notare la casta tra Rutelli e Veltroni, si scambiano il ruolo come scambiarsi la giacca, Rutelli era sindaco di Roma e Veltroni vicepresidente del consiglio, Velroni è diventato Sindaco di Roma e Rutelli candidato presidente del consiglio,oggi Veltroni è candidato alla presidenza del consiglio e Rutelli candidato a sindaci di Roma, ma questo è il nuovo?
ed è in mezzo a tutti questi giochi di scatole cinesi che noi rischiamo con la storia del voto utle di rimanere schiacciati e la sinistra farsi male veramente.
facciamoci forza.


donna di denari