Il tempo di votare, il tempo di astenersi. Per la democrazia

di Claudio Fava

Ven, 19/06/2009 - 06:38

Ai ballottaggi di domenica faremo la nostra parte, con lealtà e convinzione. Per sostenere i candidati del centrosinistra e per impedire che alcuni presidi democratici precipitino nelle mani di questa destra. In politica c'è un tempo per tutto: per discutere, per misurarsi, per competere. E per votare. Regalare Firenze, Milano o Bologna alla vandea di Berlusconi sarebbe, per la destra, un regalo inaspettato; per noi, un segno di irresponsabilità politica.
Voteremo convinti che la favola del bipartitismo sia solo un pensiero malato, un riflesso imbarazzato della proposta politica lanciata dal PD e da Veltroni un anno fa e malamente naufragato nel risultato delle europee (con i due partiti maggiori attestati sul 60% appena dei voti). Voteremo convinti che lo spirito di una coalizione si debba onorare fino in fondo. Ma da lunedì chiederemo alle altre forze politiche del centrosinistra, Democratici in testa, di dirci cosa pensano di fare da grandi: se continuare a vivere di testimonianza privata o lavorare affinché una cultura politica democratica - ampia, plurale, responsabile - torni ad essere egemone nelle istituzioni.
Anche per questo domenica non ritireremo la scheda per il Referendum. Lo consideriamo una truffa, peggiore perfino - per gli effetti che può determinare - alla veccia legge truffa del '53. Immaginare di consegnare la maggioranza del parlamento al partito, e non più alla coalizione, che abbia un voto in più degli altri rappresenta una regressione autoritaria dell'Italia e la scelta consapevole di regalare il paese a Berlusconi. Continuiamo a ritenere superficiale, ingenuo e presuntuoso l'atteggiamento del PD che, per bocca del suo segretario, si è schierato a favore del referendum: un'impuntatura che non fa bene al suo partito né alla democrazia. Ci auguriamo che prevalga tra i suoi elettori e nel paese il buon senso: far fallire il quorum, archiviare questo referendum e pensare a una legge elettorale senza scorciatoie lideristiche e senza parlamentari "nominati".


antonellorieti bravo

antonellorieti
bravo Claudio, ora è tempo di fare fronte contro la destra, poi verrà il tempo di chiarire alcune cose con il PD.
Ad esempio che non può ricordarsi che la sinistra serve per vincere solo quando si vota per le amministrative.
Ad esempio che non può chiedere collaborazione con una mano e con l'altra cercare in ogni modo di farci fuori, vedi voto utie e vedi sbarramento alle europee.
Sinistra e Libertà si sta dando una eidentità, crescerà e lo farà anche contentendo una parte dell'elettorato al PD ed a RC per spostare a sinistra gli equilibri del nuovo centrosinistra che vogliamo costruire.
Cominciamo a rifare politica, compagni.


Intanto qui siamo di fronte

Intanto qui siamo di fronte ad un referendum truffa, perché non abroga nessuna legge o nessun articolo in particolare (tranne il terzo quesito sul quale si può tranquillamente andare a votare), ma attraverso la sottrazione di una parola qui una là, si propone un nuovo sistema, quindi di fatto siamo di fronte ad un referendum propositivo il cui quesito non è assolutamente comprensibile, come avrebbe dovuto mettere in luce la Consulta rigettandolo, ma ormai da molti anni, ed anche su altri quesiti, quest'ultima opera come ostaggio di alcuni partiti.

In secondo luogo, sui referendum abrogativi la Costituzione, stabilendo il quorum, ha voluto che i cittadini emettessero anche un giudizio di rilevanza e congruenza in merito ai quesiti proposti, quindi l'astensione consapevole non è altro che una ulteriore prerogativa dell'elettore. Infatti il quorum non ha lo scopo di far sì che i cittadini votino in massa, come saprai infatti lo stesso non viene richiesto per il referendum costituzionale, che non è sicuramente meno rilevante di quello abrogativo.

Il quesito stesso è chiaramente anticostituzionale:

"Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale."
Che mi sembra escludere per via affermativa un limite bipartitico, mentre la premialità maggioritaria è esclusa dall'art.: "il voto è personale, UGUALE, libero e segreto.."

E da ultimo, come ebbe a dire un grande Presidente della Repubblica:
"a brigante, brigante e mezzo".


IL referendum del 21 giugno

IL referendum del 21 giugno è stato presentato come un tentativo di eliminare gli effetti negativi della legge Calderoli e la possibilità di poter ritornare ad esprimere le preferenze per i candidati che
vorremmo eleggere.
Non è vero!
I quesiti referendari non prevedono affatto la reintroduzione delle preferenze ai candidati .
Se vincono i Sì ci sarebbe, invece, un peggioramento della legge: si passerebbe da un bipolarismo a un bipartitismo in cui la lista di partito che prende anche un voto di più delle altre otterrebbe il 55% dei seggi. Una minoranza diventerebbe così maggioranza assoluta e governerebbe, mentre i rappresentanti della maggioranza assoluta dei cittadini non avrebbero nessuna possibilità di incidere nelle decisioni
Questo andrebbe a tutto vantaggio de PDL che attualmente ha almeno il 36% e che potrebbe governare da solo mentre altri partiti di destra si spartirebbero con quelli del centro e della sinistra il 45% dei seggi restanti . Addirittura il centro-destra potrebbe arrivare in questo modo ad avere il 66% degli eletti , il che gli permetterebbe di poter cambiare la Costituzione a suo piacimento e senza impedimenti.
Il PD stesso è diviso sull’appoggiare o no questo Referendum. La maggioranza di questo partito sostiene che se vince il Sì sarà necessario scrivere una nuova legge elettorale.
Anche questo non è vero!
Il Referendum cambia solo alcune parti del “porcellum”, per cui la legge che ne deriverebbe sarebbe immediatamente applicabile .
Dato che il fronte del Sì ,che comprende anche parte del PD, potrebbe far passare il Referendum, è inutile andare a votare No

Mobilitiamoci per far mancare il quorum!


Noi di Sinistra quando c'è

Noi di Sinistra quando c'è una consultazione non sappiamo non partecipare, quindi io ritiro solo la terza scheda (colore verde), è una possibilità, garantita dalla legge

Maggiori info

http://lefteca.wordpress.com/2009/06/19/referendum-2009-sulla-legge-elet...


Aggiungerei che la legge che

Aggiungerei che la legge che uscirebbe dal referendum sarebbe peggiore persino della famigerata legge Acerbo del 1923 (quella che consentì al Duce di impadronirsi dell'Italia) infatti quella legge prevedeva un limite minimo affinché scattasse il premio di maggioranza.

Sconcertante la posizione del PD il quale, pur riconoscendo tutti i limiti del referendum, consiglia di votare sì per affossare l'attuale legge elettorale e discuterne una nuova.
Tutto bello, se il PD avesse la maggioranza in Parlamento. Ma date le condizioni esistenti non è altro che l'ennesima scommessa sulla buona fede di Berlusconi. Scommesse sempre perse.
Davvero pare di assistere alla scenetta dei Peanuts dove Lucy tiene il pallone da rugby a Charlie Brown promettendo ancora una volta che non lo toglierà all'ultimo momento.


teti

teti


Questo significa che non

Questo significa che non criticheremo più quelli che invece di votare "no" fanno fallire i referendum astenendosi, con motivazioni come si diceva una volta "furbesche".


donna di denari