Il fondamento della democrazia e della libertà

di Fulvia Bandoli

Gio, 04/03/2010 - 06:47

Mio nonno era un comunista con qualche venatura anarchica, una persona che ho amato moltissimo e dal quale ho imparato a vivere. Il giorno delle elezioni si alzava prima, si vestiva elegante ( come si poteva essere eleganti in una famiglia di braccianti romagnoli), si metteva il nastro nero (quello che gli anarchici portavano al posto della cravatta) e si buttava sulle spalle la pesante mantella di panno se era inverno. Diceva che voleva essere il primo a votare, che poi non si sa mai cosa può succedere nella vita. Mio nonno non avrebbe mai fatto tardi al voto in tutta la sua vita. Nell’anno delle prime elezioni libere in Sud africa ( l’anno dopo la liberazione di Nelson Mandela) ho avuto il privilegio di fare l’osservatrice dell’Onu e di partecipare a quel grande evento che durò più di una settimana, con milioni di persone che votarono per la prima volta e che per farlo fecero file interminabili.

In un villaggio sperduto una vecchia contadina arrivò a piedi al seggio la sera prima ( veniva da parecchio lontano) con un cesto sulla testa con le cose che le potevano servire per la notte e qualcosa da mangiare. La mattina si mise in fila e finalmente dopo sette ore riuscì a votare. Io ebbi l’onore di accompagnarla dentro la cabina perchè era analfabeta e noi osservatori in modo imparziale dovevamo spiegare le modalità di voto. Le chiesi se sapeva per chi votare e lei mi disse che lo sapeva. Le chiesi di dirmi il nome e di indicarmi sulla scheda la foto ( c’erano le foto dei candidati presidenti proprio per chi non sapeva leggere) e lei sussurando mi disse il nome di Mandela e lo indicò sulla scheda. Io a quel punto, essendo chiara la volontà dell’elettrice, votai per lei con una croce sul simbolo vicino alla foto. Il più bel voto che ho dato nella mia vita. Poi le consegnai la scheda piegata e lei, con una fierezza che non so descrivere e le lacrime agli occhi, depositò il suo voto nell’urna. Poi uscimmo.

Siccome era tra le più anziane donne ad aver votato e in tanti l’avevano vista arrrivare, bivaccare la notte e fare quella lunga fila, una televisione americana la volle intervistare. Le chiesero come mai avesse fatto un viaggio così lungo e tante ore di fila così anziana com’era…e lei semplicemente rispose ” sono settant’anni che aspetto di votare, cosa volete che siano un giorno di cammino e sette ore di fila al confronto?”.
E’ da ieri che mi frullano in testa questi due episodi. Se quelli del Popolo delle Libertà conoscessero i principi che animavano mio nonno o quella vecchia contadina non sarebbero arrivati tardi a consegnare le liste e non avrebbbero mai pasticciato con firme non vere.


maranimarcel@tiscali.it Adess

maranimarcel@tiscali.it

Adesso comprendo quel quid che oltre ad una quasi completa identità politica, intesa come servizio per i cittadini specie delle classi più disagiate, anche un supplemento di una spontanea ed innata simpatia nei tuoi confronti, che forse seppure inconsciamente traeva spunto dalla comune origine contadina e romagnola.

Infatti anche mio nonno materno contadino analfabeta, coofondatore della prima lega dei contadini e braccianti di Cesena, della casa del Popolo di S. Egidio sulla via Cervese, ancora adesso attiva, soleva dire che la politica o meglio “la Puletica” entrava anche nella pentola della pasta e fu il primo a Cesena a rifiutarsi di pagare la decima al parroco e citato in giudizio, lui socialista, difeso dall’avvocato repubblicano Comandino, poi diventato deputato, vinsero la causa aprendo la strada a chi era ancora rimasto ancorato alla tradizione, facendo si che non più d’obbligo si trattasse ma di elargizione volontaria ed una volta ottenute la soddisfazione, poi era lui a stabilire se e come e quanto versare, a “e prit!”

Infine una notazione perché quella che chiami mantella era, almeno per i dialetto romagnolo cesenate, visto che più che il dialetto ci sono i dialetti romagnoli, la “Caparella


grazie Fulvia della

grazie Fulvia della bellissima testimonianza


Cara Fulvia, Il " Fondamento

Cara Fulvia,
Il " Fondamento della Democrazia e della Libertà " questa Tua riflessione "antica" ma attualissima dovrebbe essere pubblicata anche sui socialnetwork più importanti in modo che possa raggiungere tempestivamente le nuove generazioni che dovranno far molto più che un viaggio lungo e un bivacco notturno per ritrovare una democrazia ormai sbiadita e che diventa sempre più evanescente.
Ti ringrazio per i Tuoi interventi così limpidi e così profondi. Ciao a rileggerti presto. Bruno Valentini


Articolo meraviglioso,

Articolo meraviglioso, grazie Fulvia.
Stefano Dall'Agata


Questa bella testimonianza

Questa bella testimonianza non fa che accrescere la mia pena per quello che accade oggi.


donna di denari