di Titti Di Salvo
Mar, 19/01/2010 - 07:23
L’occasione per l’ennesima “brunettata “è stata fornita al ministro dalla sentenza di Trento che vincola il padre al mantenimento della figlia 32enne, fuoricorso all’università e senza lavoro.
Il tema è di quelli seri: la conquista dell’autonomia dei giovani nella società di oggi; lo svolgimento da parte del ministro davvero grottesco: fuori di casa per legge a 18 anni. Siccome nemmeno a Brunetta può venire in mente di obbligare per legge i ragazzi, e dunque le loro famiglie, gli uni ad andare via di casa, le altre a cacciarli, nella proposta c’è quel tanto di goliardia impastata ad un ego smisurato che usa la “sparata” per imporsi mediaticamente, e ci riesce.
Ed è così che dopo l’exploit di Tommaso Padoa Schioppa sul rapporto tra bamboccioni e famiglie, il tema dell’autonomia dei giovani è di nuovo l’occasione per un rimpallo di commenti degli esponenti delle forze politiche chiamati in causa:appunto il ministro della gioventù,quello dell’Istruzione ecc.
C’è materia per qualche riflessione.
La prima s’impone sulla poca qualità del ministro, che è passato dall’annuncio del licenziamento dei “fannulloni “del pubblico impiego a quello della legge sull’obbligo alla fuoriuscita di casa a 18 anni con la stessa leggerezza e superficialità, alimentata da cultura autoritaria.
C’è da preoccuparsi perché si tratta di un ministro che è riuscito a trattare allo stesso modo anche la materia dell’aumento dell’età pensionabile delle lavoratrici del pubblico impiego e spesso ha tradotto annunci paradossali in leggi senza nemmeno il confronto con il Sindacato (età pensionabile).
Altri argomenti sono stati annunciati da Brunetta, ma non hanno avuto la stessa concretizzazione: i tetti per gli stipendi dei manager della pubblica amministrazione e la trasparenza delle nomine ad esempio.
La seconda considerazione che si impone è quella sull’assenza di attenzione reale sul grado di autonomia dei giovani, cioè del futuro di un paese: un vuoto che conferma la crisi della classe dirigente di un paese, non in grado complessivamente di investire sul futuro.
Perchè non solo alla politica , ma sicuramente soprattutto alla politica spetterebbe il compito di progettare un paese non ostile alle nuove generazioni, piuttosto che la competizione a chi le spara più grosse: la gara tra i ministri sull’argomento è stata ampia e si è alimentata della solita litania , in questo caso del ministro Meloni, sui privilegi dei “padri contro i figli”.
La terza considerazione poi è sulle ragioni che determina nel nostro paese la permanenza in famiglia oltre quanto ci si aspetterebbe: l’autonomia economica, l’inesistenza di servizi pubblici di riferimento e di edilizia dedicata, l’esistenza di un humus culturale che non incentiva in generale l’autonomia delle persone e la loro libertà.
Certo sull’argomento ci possono essere anche valutazioni diverse: si sono letti in questi giorni commenti sul tema più inclini a sottolineare il rapporto tra modelli educativi, contesti religiosi e emancipazione individuale.
E di sicuro c’è del vero in ognuno degli elementi di analisi che viene sottolineato.
Ma il confronto con altri paesi consente di meglio comprendere le cause principali del permanere a lungo delle ragazze e dei ragazzi nelle famiglie d’origine, se è vero come è che esiste un rapporto misurabile tra l’uscita dalla casa dei genitori e l’esistenza di misure di sostegno pubbliche allo studio,alla ricerca di lavoro e nell’assenza di lavoro. Non è un caso che nei paesi del nord Europa ,dove esiste un welfare più orientato in questo senso ,l’età di uscita dei giovani dalle famiglie è molto più bassa.
Le ragioni principali poi sono molto evidenti quando si leggono i dati sul mercato del lavoro italiano: l’accesso al lavoro è avvenuto in questi anni attraverso rapporti precari sulla base di un catalogo di strumenti molto vario che costringe ragazze e ragazzi, fino a quando ragazzi e ragazze non sono più, a districarsi tra cococo , contratti a termine, prestazioni occasionali. Situazioni tutte ritenute talmente poco affidabili per esempio dalle banche da essere ostative della concessioni di mutui per quelle case in ogni caso difficili da trovare. A proposito di autonomia!
Oggi in tempo di crisi la situazione è anche peggiore.
Non ci stanno nello stesso quadro la precarietà come architrave di un modello sociale ed economico fondato sulla competizione sui costi con l’autonomia delle persone e la loro libertà, esito perseguito e sostenuto soltanto da un modello di sviluppo fondato sul valore del lavoro e dell’ambiente.
Infine la realtà è più variegata delle semplificazioni ad uso mediatico e ciò vale come istruzioni per l’uso anche di fronte alle generalizzazioni sui giovani, sulle famiglie, sui bamboccioni,ecc….: generalizzazioni francamente irricevibili da parte di chi ha il dovere di governare.
Una ragione in più per lavorare a quella sinistra moderna necessaria per mandarli a casa e restituire autorità alla politica.
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maranimarcel@tiscali.it Ma
maranimarcel@tiscali.it
Ma quanti giorni ci vogliono ai moderatori per valutare un commento e metterlo poi in rete, che solo qui passa per una “commissione censoria” mentre in tutto il resto ddei blog vengono pubblicati subito e magari cancellati dopo, se hanno problemi di potenziali calunnie o diffamazioni e comunque di istigazione a delinquere?
E siccome già più volte si ripete il fatto, che dopo qualche settimana di silenzio, se torno a commentare o postare qualcosa devo ripetere tutta la trafila di registrarmi di nuovo, con la richiesta assurda, che dopo avere ripetuti i miei dati e la stessa password, da una parte, si dice che sarei già registrato, e dall'altra si aggiunge "password errata”.
Cosa impossibile perchè ripeto sempre la stessa parola
Inoltre non esiste nessun recapito E Mail, perchè tutti i tentativi di approccio sono andati falliti, e nessuno risponde, ed anzi visto le mail inviate agli indirizzi riportati, vengono respinte, se entro il 31 gennaio non provvederete a metterci riparo, siccome non me lo ha ordinato il dottore di starmi ad inkazzare con le vostre intanto non troppo condivisibili posizioni ed ancora meno con la disorganizzazione di chi gestisce il sito, mi comporto allo stesso modo di come feci il 31 Ottobre dello scorso anno con Aprile on line come l'emigrato, di “Bianco Rosso e Verdone” che tornava nel Bel Paese dalla Germania per votare e dopo le mille peripezie subite e dopo tutto un soliloquio in cui si intuiva che faceva la cronistoria delle sue peripezie, in maniere abbastanza incomprensibile perchè balbettato in un dialetto inventato, in conclusione se ne usciva stavolta con le poche parole forti e chiare: "Ma sapete che ve dico? Ma annatevelaapijiànderkulo!!!"
guglielmo Cara Ttti, Bruneta
guglielmo
Cara Ttti, Bruneta ha solo avuto un problema con sua madre, ragazzo non è crescuto, si farà...
maranimarcel@tiscali.it Scusa
maranimarcel@tiscali.it
Scusate l'impertinenza e diciamo pure la protervia, ma a me sembra che si continui a giocare di rimessa piuttosto che passare all'attacco.
Infatti, visto che ormai la metafora calcistica è diventata pane quotidiano anche nella politica, se si gioca di rimessa e pure in contropiede, furbizia questa degli opportunisti, al massimo si pareggia e proprio in casi eccezionali si vince con il minimo scarto, come del resto fecero il Prodi 1 e peggio ancora il 2.
Per venire al sodo, il "minestro", ottavo nano, fa una provocazione goliardica come quella sui bamboccioni?
Allora perchè piuttosto che perdere tempo a schierarsi contro ed arzigogolare il perchè ed il percome si tratti appunto di una goliardata, i si fa per dire "digerenti" più che dirigenti, non prendono con una fava (ogni riferimento a Claudio è casuale ed immaginario) due piccioni, e metterlo in mutande dimostrando che il re è nudo con il rispondere: "Bene bravo sette più!”, perchè anche i giovani non attendono altro che essere indipendenti e tagliare il cordone ombelicale a patto che....
E qui viene il bello perchè si deve prendere la Costituzione e sciorinargliela davanti al muso, dicendo che la sua "sensata" proposta sarebbe facilmente attuabile, a condizione che si difenda, si salvi, si diffonda e si applichi quanto scritto nella C. a partire dall'art., 1 che guarda caso proprio il "Renato, Renato, Renato, così antipatico e maleducato!", vorrebbe abrogare cominciando con il restituire al popolo la parte della sovranità abrogata dalla porcata dell'uomo che ghigna, Calderoli.
Se poi per entrare nello specifico aggiungiamo il fatto, che ci sono tutti gli altri articoli, dal diritto allo studio e dagli aiuti per i capaci e meritevoli privi di mezzo, dal giusto salario a chi lavora, dalle previdenze e servizi sociali per le donne e madri lavoratrici, dalla funzione sociale delle impresa e della proprietà e via specificando divulgando e chiarendo e nel contempo organizzare lotte per conseguire quei diritti da sempre negati, piuttosto che cincischiare facendoci trascinare le gorgo tre la Scilla dei un "riformismo" del cactus e la Cariddi delle "alternanze” delle teste di quiz, forse troveremo il bandolo della matassa che ci aiuterebbe ad uscire dal labirinto in cui ci hanno cacciati e diciamo pure, che per nostra dabbenaggine, improvvisazione politica, ignoranza culturale ed analfabetismo costituzionale, ci siamo lasciati cacciare.
Perchè parlando con una quindicina tra figlio, nipoti e figli di amici più giovani, diciamo da sotto i 40 in giù, dicono tutti che non vanno a votare perchè non glie ne frega niente di essere contro, anche perchè poi il contro, e la confessione di Violante in Senato ha dimostrato essere solo una presa er il kulo, mentre loro intendono votare per qualcosa, prima ancora che per chi, dato che in questo, anche il CSX, non è che abbia presentato delle facce pulite, trasparenti ed adamantine, che a partire da Mastella a Bobo Craxi ad Aracri, raccolse cani e porci che facevano e fanno solo vomitare.
E se non si capisce questo, andate a fare a cappellate con i passeri.
Ci si diverte di più e si farebbero meno danni, lasciando spazio a forze nuove ed emergenti, ma che negli organigrammi precostituiti, più a tavolino che sul campo, non riescono ad emergere.
PS. Mi auguro anche che non solo la "commissione approvativa", ma almeno l'autrice legga questo post, e perchè no provi a rispondere confutando e spiegando anche il perchè ed il percome, se le mie indicazioni fossero inapplicabili.