di Fulvia Bandoli
Gio, 12/11/2009 - 06:46
Il territorio continua a franare per dissesti idrogeologici causati da inesistenti piani regolatori, abusivismo edilizio, mancanza di opere di riforestazione e rinaturazione, in una parola perché non c’è manutenzione e messa in sicurezza ma solo sfruttamento indiscriminato di ogni porzione di terra. “L’uomo ci ha messo del suo..” ha detto ieri il prefetto di Napoli a proposito di questa nuova tragedia. Come non essere d’accordo. Anche a Messina l’uomo ci ha messo del suo, e a Sarno, e nelle decine di luoghi ( a nord come al Sud) dove il rischio è così alto da far temere per la vita.
Ma non un uomo o uomini qualsiasi…non l’umanità. Ma la drammatica incapacità a governare dei governi locali e quella dei governi nazionali . Di una classe dirigente che sottovaluta da oltre mezzo secolo la sicurezza in tre quarti dell’Italia, che da permessi per costruzioni in aree di esondazione, che non persegue l’abusivismo ma lo condona. La natura invece non condona, i fiumi si riprendono il loro corso anche dopo decenni, le frane non risparmiano nessuno. Il Presidente della Repubblica dopo Messina ha detto che sarebbe il tempo di rinunciare ad opere faraoniche e di mettere mano a tute quelle opere di messa in sicurezza che sono necessarie nelle aree sismiche, in quelle dissestate o a richio di frana e di alluvioni. Il tempo di fare queste cose era già trent’anni fa ma cominciare sarebbe qualcosa. Stiamo andando verso le elezioni regionali e le competenze in materia di urbanistica e pianificazione sono prevalentemente regionali. A proposito di contenuti questo è un contenuto dirimente per valutare un candidato presidente, un programma elettorale, una alleanza, una ipotesi credibile di governo regionale. Non possiamo, perché non siamo in Parlamento, fare una battaglia sulla Finanziaria, per ristabilire i fondi tagliati al riassetto idrogeologico, per stornare i fondi dal Ponte sullo Stretto e dal nucleare e indirizzarli alla messa in sicurezza dell’Italia. Il Pd , l’Idv , i Radicali e tutte le altre opposizioni mi auguro che lo facciano in modo evidente e senza ambiguità. Noi potremmo promuovere una Legge di iniziativa popolare sulla messa in sicurezza del Territorio e sulla Manutenzione. Proporrei al Forum degli ambientalisti di Sinistra e Libertà di pensarci seriamente e se la proposta convince di mettere al lavoro le nostre migliori competenze, e ne abbiamo parecchie, per fare un testo credibile. Una legge di iniziativa popolare ha un iter lungo, lo so, ma è un formidabile strumento di contatto con milioni di cittadini . E’ impegnativa e se la assumiamo va portata fino in fondo. Ma si tratta della più grande opera pubblica necessaria in Italia, e forse vale la pena considerare l’idea.
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Caro enrico non hai torto a
Caro enrico
non hai torto a mettere in rilievo la responsabilità dei singoli che nel mio pezzo mancava completamente...e dunque accetto il rilievo perchè è giusto.
Ma resta il fatto che ai singoli i permessi di costruire in aree di esondazione li danno Comuni che non fanno nessun Piano regolatore, e che sono le Regioni e il Governo Nazionale ad essere responsabili del governo del territorio e ad avere le competenze in materia di urbanistica. Prendiamo le aree sismiche ad esempio...che sono in Italia moltissime. Il fatto che ci siano in queste aree 5000 scuole e 500 ospedali senza certificato di agibilità statica dove entrano ogni gorno circa 11 milioni di persone secondo te da chi dipende? Perchè non si mettono in sicurezza questi edifici? Insomma io penso che ci sia la responsabilità dei cittadini ma che più grande ancora sia la responsabilità delle classi dirignti elette per governare e che non governano nell'interesse del bene comune.
Ripensare le domande [...]Ma
Ripensare le domande
[...]Ma la drammatica incapacità a governare dei governi locali e quella dei governi nazionali . Di una classe dirigente che sottovaluta da oltre mezzo secolo la sicurezza in tre quarti dell’Italia, che da permessi per costruzioni in aree di esondazione, che non persegue l’abusivismo ma lo condona. [...]
credo che questo tipo di ragionamento sia superato. l'incapacità di governare salta sempre fuori come i discorsi sull'abusivismo ed i condoni, credo siano più vecchi di noi e si ripropongono uguali ogni volta che si parla di territorio. Cosa c'è che non va (più) in questi discorsi? Assumono implicitamente che siano solo i governi locali e nazionali ad avere cura del territorio. E' pretendere un po' troppo dal meccanismo di delega. Ad essere interessato - e responsabile- del territorio è chi lo abita e non chi governa a Roma e Palermo. Forse ci dovremo rassegnare all'idea che la classe dirigente di cui si parla non può dirigere proprio tutto.
Io chiederei piuttosto perchè in automatico si associano governi locali e nazionali con la cura del territorio? Perchè si deresponsabilizzano in partenza le comunità? Perchè ci aspettiamo sempre dall'esterno le soluzioni e sotto forma di vincoli? (c'è una spiegazione ed è che il rapporto comunità-territorio è cambiato in un certo modo sotto determinate spinte)
riscrivo provocatoriamente ed atitolo di esempio il pezzo che ho citato:
"ma la drammatica incapacità ad avere cura da parte di chi abita e lavora in un territorio. Di comunità che sottovalutano da oltre mezzo secolo la sicurezza in tre quarti dell’Italia, che costruiscono in aree di esondazione, che non perseguono le buone pratiche e la tutela attiva ma l’abusivismo."