Costruire la Sinistra: il tempo è adesso

Le ragazze e i ragazzi che in questi giorni portano la loro protesta in tutte le piazze del paese per una scuola che li aiuti a crearsi un futuro ci dicono che la speranza di un’altra Italia è possibile. Che è possibile reagire alla destra che toglie diritti e aumenta privilegi. Che è possibile rispondere all’insulto criminale che insanguina il Mezzogiorno e vuole ridurre al silenzio le coscienze più libere. Che è possibile dare dignità al lavoro, spezzando la logica dominante che oggi lo relega sempre più a profitto e mercificazione. Che è possibile affermare la libertà delle donne e vivere in un paese ove la laicità sia un principio inviolabile. Che è possibile lavorare per un mondo di pace. Che è possibile, di fronte all’offensiva razzista nei confronti dei migranti, rispondere - come fece Einstein - che l’unica razza che conosciamo è quella umana. Che è possibile attraverso una riconversione ecologica dell’economia contrastare i cambiamenti climatici, riducendone gli effetti ambientali e sociali. Che è possibile, dunque,  reagire ad una politica miserabile la quale, di fronte alla drammatica questione del surriscaldamento del pianeta, cerca di bloccare le scelte dell’Europa in nome di una cieca salvaguardia di ristretti interessi.
Cambiare questo paese è possibile. A patto di praticare questa speranza che oggi cresce d’intensità, di farla incontrare con una politica che sappia anche cambiare se stessa per tradurre la speranza di oggi  in realtà. E’ questo il compito primario di ciò che chiamiamo sinistra.
Viviamo in un paese e in un tempo che hanno bisogno  di un ritrovato impegno e di una nuova sinistra, ecologista, solidale e pacifista. La cronaca quotidiana dei fatti è ormai una narrazione impietosa dell’Italia e della crisi delle politiche neoliberiste su scala mondiale. Quando la condizione sociale e materiale di tanta parte della popolazione precipita verso il rischio di togliere ogni significato alla parola futuro; quando cittadinanza, convivenza, riconoscimento dell’altro diventano valori sempre più marginali; quando le donne e gli uomini di questo paese vedono crescere la propria solitudine di fronte alle istituzioni, nei luoghi di lavoro – spesso precario, talvolta assente – come in quelli del sapere; quando tutto questo accade  nessuna coscienza civile può star ferma ad aspettare.  Siamo di fronte ad una crisi che segna un vero spartiacque. Crollano i dogmi del pensiero unico che hanno alimentato le forme del capitalismo di questi ultimi 20 anni. Questa crisi rende più che mai attuale il bisogno di sinistra, se essa sarà in grado di  farsi portatrice di una vera alternativa di società a livello globale.
E’ alla politica che tocca il compito, qui ed ora, di produrre un’idea, un progetto di società, un nuovo senso da attribuire alle nostre parole. Ed è la politica che ha il compito di dire che un’alternativa allo stato presente delle cose è necessaria ed è possibile. La destra orienta la sua pesante azione di governo – tutto è già ben chiaro in soli pochi mesi – sulla base di un’agenda che ha nell’esaltazione persino esasperata del mercato e nello smantellamento della nostra Costituzione repubblicana i capisaldi che la ispirano. Cosa saranno scuola e formazione, ambiente, sanità e welfare, livelli di reddito e qualità del lavoro, diritti di cittadinanza e autodeterminazione di donne e uomini nell’Italia di domani, quel domani che è già dietro l’angolo, quando gli effetti di questa destra ora al governo risulteranno dirompenti e colpiranno dritto al cuore le condizioni di vita, già ora così difficili, di tante donne e uomini?
E’ da qui che nasce l’urgenza e lo spazio – vero, reale, possibile, crescente – di una nuova sinistra che susciti speranza e chiami all’impegno politico, che lavori ad un progetto per il paese e sappia mobilitare anche chi è deluso, distratto, distante. Una sinistra che rifiuti il rifugio identitario fine a sé stesso, la fuga dalla politica, l’affannosa ricerca dei segni del passato come nuovi feticci da agitare verso il presente. Una sinistra che assuma la sconfitta di aprile come un momento di verità, non solo di debolezza. E che dalle ragioni profonde di quella sconfitta vuole ripartire, senza ripercorrerne gli errori, le presunzioni, i limiti. Una sinistra che guardi all’Europa come luogo fondamentale del proprio agire e di costruzione di un’alternativa a questa globalizzazione. Una sinistra del lavoro capace di mostrare come la sua sistematica svalorizzazione sia parte decisiva della crisi economica e sociale che viviamo.
Per far ciò pensiamo a una sinistra che riesca finalmente a mescolare i segni e i semi di più culture politiche per farne un linguaggio diverso, un diverso sguardo sulle cose di questo tempo e di questo mondo. Una politica della pace, non solo come ripudio della guerra, anche come quotidiana costruzione della cultura della  non violenza e della cooperazione come alternativa alla competizione. Una sinistra dei diritti civili, delle libertà, dell’uguaglianza e delle differenze. Una sinistra che non sia più ceto politico ma luogo di partecipazione, di ricerca, di responsabilità condivise. Che sappia raccogliere la militanza civile, intellettuale e politica superando i naturali recinti dei soggetti politici tradizionali. E che si faccia carico di un'opposizione rigorosa , con l’impegno di costruire un nuovo, positivo campo di forze e di idee per il paese. La  difesa del contratto nazionale di lavoro, che imprese e governo vogliono abolire per rendere più diseguali e soli i lavoratori e le lavoratrici è per noi l’immediata priorità, insieme  all’affermazione del valore pubblico e universale della scuola e dell’università e alla difesa del clima che richiede una vera e propria rivoluzione ecologica nel modo di produrre e consumare.
Lavorare da subito ad una fase costituente della sinistra italiana significa  anche spezzare una  condizione di marginalità – politica e persino democratica –  e  scongiurare la deriva bipartitista , avviando   una  riforma delle pratiche politiche novecentesche.
L’obiettivo è quello di lavorare a un nuovo soggetto politico della sinistra italiana attraverso un processo che deve avere concreti elementi di novità: non la sommatoria di ceti politici ma un percorso democratico, partecipativo, inclusivo. Per operare da subito promuoviamo l’associazione politica “Per la Sinistra”, uno strumento leggero per tutti coloro che sono interessati a ridare voce, ruolo e progetto alla sinistra italiana, avviando adesioni larghe e plurali.
Fin da ora si formino nei territori comitati promotori provvisori, aperti a tutti coloro che sono interessati al processo costituente , con il compito di partecipare alla realizzazione, sabato 13 dicembre, di una assemblea nazionale. Punto di partenza di un processo da sottoporre a gennaio a una consultazione di massa attorno a una carta d’intenti, un nome, un simbolo, regole condivise. Proponiamo di arrivare all'assemblea del 13 dicembre attraverso un calendario di iniziative  che ci veda impegnati, già da novembre, a costruire un appuntamento nazionale sulla scuola e campagne  sui  temi    del   lavoro e dei diritti negati, dell’ambiente e contro il nucleare civile e militare e per lo sviluppo delle energie rinnovabili.
Sappiamo bene che non sarà un percorso semplice né breve, che richiederà tempo, quel tempo che è il luogo vero dove si sviluppa la ricerca di altri linguaggi, la produzione di nuova cultura politica, la formazione di nuove classi dirigenti. Una sinistra che sia forza autonoma – sul piano culturale, politico, organizzativo – non può prescindere da ciò. Ma il tempo di domani è già qui ed è oggi che dobbiamo cominciare a misurarlo. Ecco perché diciamo che questo nostro incontro segna, per noi che vi abbiamo preso parte, la comune volontà di un’assunzione individuale e collettiva di responsabilità. La responsabilità di partecipare a un percorso che finalmente prende avvio e di voler contribuire ad estenderlo nelle diverse realtà del territorio, di sottoporlo ad una verifica larga, di svilupparlo lavorando sui temi più sensibili che riguardano tanta parte della popolazione e ai quali legare un progetto politico della sinistra italiana, a cominciare dalla pace, dall’equità sociale e dal lavoro, dai diritti e dall’ambiente alla laicità.
Noi ci impegniamo oggi in questo cammino. A costruirlo nel tempo che sarà richiesto. A cominciare ora.

Roma, 7 novembre 2008

 


Primi firmatari:

Mario    Agostinelli, Vincenzo Aita, Ritanna Armeni, Alberto Asor Rosa, Angela Azzaro, Fulvia     Bandoli, Katia Belillo, Giovanni Berlinguer, Piero Bevilacqua, Jean Bilongo, Maria Luisa Boccia, Luca Bonaccorsi, Sergio Brenna, Luisa Calimani, Antonio Cantaro, Luciana Castellina, Giusto Catania, Paolo Cento, Giuseppe Chiarante, Raffaella Chiodo, Marcello Cini, Lisa Clark, Maria Rosa Cutrufelli, Pippo Delbono, Vezio De Lucia, Paolo De Nardis, Loredana De Petris, Elettra Deiana, Carlo De Sanctis, Arturo Di Corinto, Titti Di Salvo, Daniele Farina, Claudio Fava, Carlo Flamigni, Enrico Fontana, Marco Fumagalli, Luciano Gallino, Giuliano Giuliani, Umberto Guidoni, Leo Gullotta, Margherita Hack, Paolo Hutter, Francesco Indovina, Rosa Jijon, Francesca Koch, Wilma Labate, Simonetta Lombardo, Francesco Martone, Graziella Mascia, Gianni Mattioli, Danielle Mazzonis, Gennaro Migliore, Adalberto Minucci, Filippo Miraglia, Marco Montemagni, Serafino Murri, Roberto Musacchio, Pasqualina Napoletano, Diego Novelli, Alberto Olivetti, Moni Ovadia, Italo Palumbo, Giorgio Parisi, Luca Pettini, Elisabetta Piccolotti, Paolo Pietrangeli, Fernando Pignataro,  Bianca Pomeranzi, Alessandro Portelli, Alì Rashid, Luca Robotti, Massimo Roccella, Stefano Ruffo, Mario Sai, Simonetta Salacone, Massimo L. Salvadori, Edoardo Salzano, Bia Sarasini, Scipione Semeraro, Patrizia Sentinelli, Massimo Serafini, Tore Serra, Giuliana Sgrena, Aldo Tortorella, Gabriele Trama, Mario Tronti, Nichi Vendola

 

Sottoscrizione

mi chiedo: ma esattamente

mi chiedo:

ma esattamente quali sono questi compagni che dovrebbero essere più generosi ed entusiasti?
i militanti ed i simpatizzanti che aspettano dall'aprile 2008 (un anno fa!!) il formarsi di una Sinistra di contenuti e non di partitocrazie?

Insomma Fava.... 'sta cosa di chiedere agli altri di impegnarsi con più "entusiasmo" e "generosità" per sopperire alle tue mancanze di chiarezza e di capacità
è qualcosa di inaccettabile.

Te devi dare una risposta in tempi rapidi, se sei capace bene
altrimenti RITIRATI.

Anche perchè NESSUNO crede che SinistraDemocratica rinuncerà a fare cartello elettorale sotto elezioni... e non mi si dica che un progetto che inizia a febbraio sia cartello elettorale ed uno che inizia ad aprile sia invece una seria riflessione sui contenuti.

io direi che invece è il contrario. chi presenta il soggetto nell'ultima finestra utile per poter partecipare alle elezioni è colui che è veramente interessato solo a superare l'asticella del 4%.


Sono convinto nell'unità

Sono convinto nell'unità della sinistra e della necessità di dialogare per giungere ad una sintesi condivisa da tuttti.

E se questo dovesse richiedere anche un pò di tempo in più, dovremo spenderlo per creare un qualcosa di forte, robusto e duraturo.

Un' unica domanda : MA PERCHE OLTRE AI PRIMI FIRMATARI , non si pubblicano (aggiornandoli in tempo reale o quasi) ANCHE I "SECONDI" FIRMATARI ?

Spero che la mia richiesta venga accolta, anche perchè altrimenti non si capirebbe il perchè chiedete una sottoscrizione per poi non renderla pubblica.

Nessuno di noi vuole l'anonimato altrimenti non avrebbe firmato l'appello.

Anzi la pubblicità delle sottoscrizioni, oltre ad essere un riconoscimento per chi l'ha fatta, è l'invito ad altri compagni alla condivisione del progetto.

Spero in una risposta e nell'esaudimento della mia richiesta.

GRAZIE


Inoltre, una proposta: e se

Inoltre, una proposta: e se invece di chiamarlo "La sinistra" lo chiamassimo "La Rinascita"? Avrebbe uno straordinario valore comunicativo e accontenterebbe anche molti comunisti di lunga memoria...


Spero che sia arrivato il

Spero che sia arrivato il momento in cui non ci dividiamo più tra comunisti, socialisti, verdi, ecc. Per me l'unica esperienza politica che ha retto storicamente, finora, è stata quella socialdemocratica. La maggior parte dei comunisti italiani altro non erano che socialdemocratici radicali. Anche la socialdemocrazia, però, è morta col Novecento: va aggiornate con tutte le nuove culture politiche di sinistra cresciute nel frattempo, dall'ambientalismo alla lotta alle mafie, dal solidarismo cattolico (o di altra derivazione, per esempio buddista) al laicismo sui temi della bioetica. Basta coi tabù sulla sicurezza e sull'identità: anche quelli, in una società globale, possono essere temi di sinistra. E basta anche con la mortificazione del corpo, con la negazione del piacere, di un sano individualismo... La sinistra deve tornare a parlare alle grandi masse, comunicare e fare cose concrete: battaglie su temi come il diritto alla casa, il precariato, la redistribuzione, tornare a creare una rete di cooperative e imprese, un'economia dal basso come un tempo - prima della degenerazione - nelle regioni rosse.


credo sia giusto

credo sia giusto presentarsi; sono riccardo lazzerini consigliere della provincia di firenze del gruppo (con orgoglio!) LA SINISTRA ed eletto alle recenti amministrative nel comune di Impruneta (FI)...anche in questo caso nel gruppo LA SINISTRA!!!
ho fatto questa scelta nella piena coscienza e certo di rappresentare una diffusa volontà popolare; credo, senza precedenti nel panorama politico nazionale...un qualcosa che nasce dal "basso"...e...sono estremamente convinto che LA SINISTRA la si debba fare con chi ci vuole stare!!!
aggiungo che mi sono dimesso dal PdCI convintamente e per avviare insieme a tanti compagni questa nuova esperienza!


ho sottoscritto ben

ho sottoscritto ben volentieri il documento, MA FACCIAMO PRESTO! non c'è più tempo, non è giusto rischiare di lasciare orfani di partito tante persone di sinistra che non si rivedono nè nella politica centrista del PD e nemmeno nella deriva identitaria dei partiti Comunisti. Se la sinistra in Italia serve (e come se serve!) Bando ai tatticismi e avanti veloci!


Trovo interessante,

Trovo interessante, tantopiù attuale, questa intervista rilasciata dalla compagna Pasqualina Napoletano. Anzi proporrei d'inserirla nella home del sito.

Credo serva anche come risposta ufficiale ad alcune considerazioni , a mio giudizio poco centrate, di Umberto Cammardella.

Intervista a Pasqualina Napoletano (Pse - Sinistra democratica)

di Lanfranco Palazzolo
Voce Repubblicana, 28 novembre 2008

I dirigenti del Pse sono delusi dal comportamento del Pd italiano. Lo ha detto alla “Voce” l’onorevole Pasqualina Napoletano, parlamentare europea della Sinistra democratica iscritta nel gruppo del Pse.
Onorevole Napoletano, con quale spirito parteciperete alla prossimo vertice del Pse a Madrid, dove sottoscriverete il manifesto per le europee?
“Noi siamo un movimento che ha tutti i suoi esponenti presenti nel gruppo socialista. In Italia vogliamo costruire un soggetto di sinistra non comunista. Noi parteciperemo al vertice di Madrid con lo spirito di chi vuole contribuire per dare al Pse una maggiore soggettività. Finora il Pse è solo una sommatoria di partiti nazionali più che un soggetto sovrannazionale. Questo è un nostro limite. Ma è anche il problema di tanti altri partiti europei”.
Come guardate al tentativo del Pd di entrare nel Pse?
“Ci auguriamo che il Pd possa aderire al Pse o quantomeno al gruppo parlamentare socialista. Abbiamo lavorato per questo. E non abbiamo la sindrome minoritaria di quelli che pensano di rappresentare in Italia i socialisti europei, perché ci rendiamo anche conto dei nostri limiti. Devo dire che il Pd – al quale non ho aderito – è nato con una grande ambiguità. Prima di fondare questo soggetto andavano chiariti gli elementi relativi alla sua appartenenza politica in Europa. Invece il gruppo dirigente dei Ds – che porta un’enorme responsabilità su questa vicenda – ha voluto costruire questo Pd senza chiarire il dubbio. La rappresentanza europea dei parlamentari del Pd si esprime tra il Pse e il gruppo Alde (liberali europei). Il gruppo liberale è libertario e liberista. Quindi non capisco cosa ci stiano a fare gli esponenti della Margherita, i quali si trovano con esponenti politici che in Europa governano con la destra. E faccio fatica a comprendere i dirigenti del Pd -che hanno sciolto i Ds – che ci fanno sapere che questo partito esiste ancora in Europa. E Fassino firma il manifesto per le europee per conto dei Ds. La politica è come la matematica. Alla fine le bugie vengono al pettine”.
Quali escamotage sono stati messi in atto per favorire il Pd?
“Al congresso del Pse di Porto è stato cambiato lo statuto. Questo documento è stato modificato scrivendo che il Pse organizza i socialisti, ma anche i democratici. Questo sembrava sufficiente a garantire l’adesione degli eletti del Pd al gruppo del Pse. Ma ogni giorno assistiamo alla bocciatura di questa prospettiva da parte di Francesco Rutelli e di altri esponenti politici”.
Fassino aveva fatto presente questa difficoltà al Pse?
“Aveva detto che andava tutto bene. I dirigenti del Pse si sono fidati. Ma adesso il Presidente del gruppo Martin Schultz e il Presidente del Pse Poul Nyrup Rasmussen sono molto perplessi per il fatto che una parte del Pd non entrerà nel Pse”.


Ringrazio per la citazione,

Ringrazio per la citazione, che mi rende più merito di quanto io non ne abbia.
Viceversa leggendo l'articolo di Pasqualina Napolitano -persona che stimo molto- non trovo alcuna risposta ai miei dubbi che credo legittimi.
Anzi, trovo un ulteriore distinguo: noi costruiremo una sinistra non comunista. Ma scusate, non dovevamo costruire la sinistra unita? Quella che era anche comunista, anche socialista, anche verde, anche femminista, ecc. ecc.
Vedete, voglio dirlo ancora più esplicitamente: questa adesione al PSE nasconde tutte le ambiguità nostre, del nostro voler unire ma alle nostre condizioni; e le ambiguità del PSE stesso, che riconosce in Italia come membro aderente non noi di SD, ma i DS di Piero Fassino (andate su www.pes.org, sito ufficiale del PSE, per verificare).
E proprio Piero Fassino firma il Manifesto del PSE a nome dei socialisti italiani! con i relativi spernacchiamenti di Rutelli!
Insomma, questo articolo che Fabio Mischi riprende e pubblica per professare questa adesione, ribadisco, acritica al PSE mi conferma tutta la nostra incapacità ad essere polo realmente attrattivo.
Come possiamo chiedere a Niki Vendola di non essere comunista? Come possiamo definirci "un movimento biodegradabile nella sinistra unita" e poi porre i distinguo che escludono la più parte di essa?
Vengo poi ai contenuti.
Nel PSE esistono partiti (francese, spagnolo) che ad esempio sulla "Direttiva rientri" hanno preso posizioni diametralmente opposte a quella di SD.
Nel Manifesto del PSE esistono analisi sulle auspicate politiche di mercato che io, anche alla luce dell'ultima crisi finanziaria, non condivido per nulla.
In sostanza, questo di Pasqualina è un articolo per "addetti ai lavori", comprensibile nella cucina politica vista da un vicepresidente quale lei è del gruppo PSE, ma nulla aggiunge all'analisi di chi sta pensando a creare un partito unito della sinistra, a chi cerca i minimi comuni denominatori per definirlo, le idealità condivise.
Se Rutelli aderirà al PSE per me sarà un elemento di preoccupazione in più e aggiungerà ulteriore ambiguità e confusione, oltre allo sconforto di vedere i miei ex compagni di partito (proma PCI e poi DS) finire in una deriva sempre più centrista.
Vorrei capire inoltre perchè in Francia esce la frangia sinistra del PS e crea il PG (Parti de Gauche) e come primo punto qualificante indica di non aderire al PSE e di guardare con interesse a Die Linke, e noi qui siamo ancora invischiati a queste vecchie cattedrali di burocrazia: non vi sembra che stiamo veramente facendoci invischiare in un problema di pochi, sebbene importanti, compagni?
Capisco che la scelta di non aderire al PD per molti nostri parlamentari europei significhi il grande rischio di non essere rieletti, ma è da lì che passano le scelte coraggiose, il ribadire delle opzioni etiche.
In Germania Oskar Lafontaine a 68 anni lasciò un posto da ministro degli esteri per fondare un nuovo partito di sinistra.
Oggi Melanchon in Francia ha lasciato il PS da senatore e fonda un nuovo partito della sinistra.
Queste azioni le hanno fatte con la forza delle idee, e su queste idee oggi Die Linke è accreditata del 12%.
E noi qui siamo sotto il 3%, insieme a tutti i comunisti ed i verdi, ma stiamo ancora qui a discutere di etichette e non di idee ...


Credo sia opportuno

Credo sia opportuno rispondere alle precise considerazioni di Cammardella.

in realtà sarebbe stato più logico che ad esse avesse risposto, avendo potuto, avendolo saputo, Pasqualina Napoletano, che in concreto ha sostenuto ,in maniera chiara ed esplicita e per me tutt'altro che per addetti ai lavori, ciò che è oggetto della maggiore contestazione.

Ma tant'è, mi ci provo.

SD nasce subito dopo il congresso di Firenze , che di fatto sancisce lo scioglimento dei DS, dalla mozione n2 e dalla mozione n3 unite nel voler continuare a rappresentare in Italia una forza di sinistra del socialismo europeo.Forza che si propone di superare finalmente le divisioni storiche della sinistra italiana, riunificando dopo 87 anni ciò che Livorno scisse, aprendosi al nuovo , al femminismo, all'ambientalismo e a tutto ciò che avrebbe potuto, fuori dai partiti tradizionali, contribuire a fare forte ed importante la sinistra. La vicenda che ha contraddistinto il cammino di SD in questo anno e mezzo non è stata semplice, né sempre lineare. una cosa però non è mai venuta meno: l'esplicito richiamo AL SOCIALISMO EUROPEO nel proprio simbolo. Lo stesso recente congresso di Chianciano, che per altro ha ratificato ed approvato la linea della "Costituente", non ha nemmeno discusso sull'opportunità di cancellare quel richiamo dal simbolo del movimento.
E' chiaro quindi che ogni riferimento alla collocazione internazionale non può che essere quello, così come sempre nel contesto dell'intervista di Pasqualina Napoletano, che era appunto quello dell'attuale consiglio a Madrid del PSE,il riferimento alla sinistra che vogliamo costruire non poteva che essere di voler costruire in Italia una sinistra non comunista ( ma nemmeno socialista!), considerando che in Europa ciò che a sinistra sta fuori del PSE è la SE che raccoglie partitini comunisti di vari paesi, simbolo di mera, nostalgica testimonianza. Non ci dimentichiamo che la sinistra unita, plurale che vogliamo costruire, capace di rielaborare le "culture" del 900, arricchendole come detto con le nuove, è anche sinistra moderna , rinnovata, in grado di corrispondere al meglio ai problemi del mondo del lavoro, delle nuove generazioni, dell'uguaglianza, delle libertà collettive ed individuali,della tutela dell'ambiente, dell'uso sopportabile delle risorse non infinite. Una sinistra, quindi, di governo, non per forza naturalmente, ma che propende a governare per quegli interessi, ricostruendo un nuovo centrosinistra, aprendo un dialogo, con pari dignità, con il PD o con ciò che di esso rimmarrà, superate le attuali pesanti polemiche interne.
Quanto alla rappresentanza del socialismo italiano nello sguardo contrito e nella firma, chissà se con mano tremante, di Fassino, dalle mie parti si dice"ci vuole ghigna" per attribuirsela o per farsela attribuire o ancora per vedersela attribuita in quanto segretario dei DS.
La politica italiana è purtroppo fatta di questo ed altro.
Per quanto mi risulta la Die Linke è esperienza politicamente e geograficamente irripetibile in Italia, risentendo essa di profonde diversità storiche ed economiche tra la parte est del paese, dove è più forte e la zona occidentale , dove lo è meno (4-5%).
Riguardo al nuovo ( se ho ben capito visto il recente congresso) partito francese , non lo conosco, speriamo che esso non diventi l'ennesimo partitino di pura testimonianza, che in quel contesto servirebbe a poco o niente.

Un'ultima condirezazione, sono di estrazione culturale e politica socialista,mi sono formato( non so quanto bene!) con l'esempio e la parola di uomini come Lombardi, De Martino, Nenni, Pertini,ed altri.
Questa è la cultura politica che, compatibilmente con l'approfondimento che il lavoro e la vicenda personale mi hanno consentito, mi caratterizza.

Sono pronto a mettere me stesso al servizio del nuovo partito , ove dovesse nascere. Ad incontrare con interesse ed attenzione culture diverse che comunque considero personalmente compatibili con la mia. Troverei del tutto inadeguato chi palesando presunte discriminazioni a suo danno, in effetti partisse sotto sotto da pregiudiziali intollerabili.


partito delle provincie

partito delle provincie senza tessere e nomenklature romane.
Rotazione ogni anno degli incarichi,rifiuto del finanziamneto pubblico,incarichi politici pagati come gli stipendi dei lavoratori comuni, democrazia interna orizzontale senza strutture gerarchie,istituzione di portavoce a rotazione al posto dei segretari di sezione o territoriali, nessuna forma di direttivo ma al suo posto assemblee locali,tavoli tematici per elaborare le politiche sul territorioe per valorizzare delle autonomie di base, istituzione di centri di ascolto e di formazione politica.Questa è parte di quella speranza a cui voglio dare gambe e corpo.
ciao


Questo quadro idilliaco di

Questo quadro idilliaco di democrazia e partecipazione,ha bisogno di un tempo maggiore di quello che occorre per portare avanti un progetto di sinistra.
Un'organizzazione è necessaria ed in quell'ambito ci vuole senso di dedizione.
Occorre dare un significato diverso al modo di intendere il proprio impegno in politica,ma senza mezzi ed una organizzazione non è possibile arrivare da nessuna parte.


Volevo rispondere a

Volevo rispondere a Vincenzo. Cavolo se mi piace, peccato che non si possa fare. Abbiamo comunque bisogno di una dirigenza in grado di colloquiare con i marpioni della politica. Potremmo comunque escogitare un metodo per cui prevalesse più la volontà che l'interesse. Ciao


Ogni volta che si tenta di

Ogni volta che si tenta di ricominciare un percorso di costruzione della Sinistra
si finisce sempre, inevitabilmente, nelle stesse contraddizioni; e sarà sempre
così, all'infinito, fino a che non si avrà il coraggio di demolire tabù antichi
quanto anacronistici. Leggo dal documento :
"autodeterminazione di donne e uomini nell’Italia di domani" e poi
"difesa del contratto nazionale di lavoro"; lo sapete che un Ingegnere viene assunto
in azienda col 4° livello del contratto Metalmeccanici? Quale autodeterminazione?
Le differenze salariali hanno un senso logico, devono tener conto di capacità individuali,
di motivazioni, di "skills", di senso di responsabilità, di capacità di guidare
gli altri, di attaccamento al lavoro ed all'azienda etc. L'unico vincolo dovrebbe essere
un minimo che garantisca dignità sociale, per il resto il contratto nazionale non ha senso.
Si fa finta di non conoscere le differenze strutturali e culturali delle aziende
del Meridione e del Settentrione, le differenze motivazionali delle persone, la
differenza tra aziende che lavorano a commessa e a progetto, da quelle che lavorano
su base operativa.
Leggo ancora : "affermazione del valore pubblico e universale della scuola e dell’università" e poi guardo lo stucchevole entusiasmo con cui la sinistra italiana acclama Obama, dimenticando che il nuovo presidente americano e' un avvocato di Harvard che deve parte del suo successo anche ad una formazione di eccellenza che e' distante anni luce dalle nostre obsolete universita' Medievali. Perche'la sinistra italiana non ha mai sostenuto il prestito d'onore? Faccio un 'mutuo'
per studiare e poi quando divento un affermato professionista ripago il mio debito.
I nostri giovani hanno la possibilita' di girare l'Europa ed il Mondo, vedono quante opportunita' hanno i loro coetanei, e noi cosa proponiamo? Un sistema a misura dei mediocri, perche' il diritto allo studio e' diventato diritto al titolo, salvo poi lamentarsi che non si riesce a trovare un lavoro gratificante professionalmente.
E poi basta per favore con il vecchio tabù del "profitto e mercificazione". Ma la libertà di intraprendere non è forse una delle libertà fondamentali di un paese civile? Perchè non posso "autodeterminarmi" mettendo a frutto la mia intelligenza ed il mio sapere? La sinistra ha 'straperso' proprio dove (Veneto) una parte
delle aziende e' fatta da ex-operai che grazie ad un prestito (anatema! mercificazione!) hanno tentato il salto, usando la proprià volontà ed esperienza per creare altro lavoro.
Non parliamo poi del tabù delle infrastrutture, come se il benessere di una popolazione non dipendesse primariamente dalla disponibilità di energia e comunicazioni.
E la pace nel Mondo? Pensate come Obama rinuncerà a difendere gli "interessi economici americani ovunque nel mondo"? Non avrebbe senso, soprattutto per gli americani stessi.
Basta, vi prego, con gli Arcobaleni; definiamo pochi punti, condivisibili, su cui aggregare i pochi "sinistrati" come me che non vogliono rinunciare all'idea che un altro mondo e' possibile. Poche idee ma forti : legalità, opportunità, solidarietà.


Ho sottoscritto e condivido

Ho sottoscritto e condivido il documento, ma bisogna affrettarsi per colmanre il vuoto lasciato!


sottoscrivo anch io il

sottoscrivo anch io il documento per la sinistra unita e dobbiamo fare anche presto bisogna subito organizzarci e partire alla svelta a ifare politica di sinistra perche abbiamo lasciato un grande vuoto che dobbiamo andare a colmare al piu presto.dobbiamo ripartire con una politica con la gente e per la gente forza compagni.ciao luca segretario sd sezione aulla massa carrara


Rispondo a Maurizio

Rispondo a Maurizio Aversa.
Comunismo? NO, GRAZIE.
Credere che il Comunismo possa essere in qualche modo "imposto" a chicchessia è una barbarie che ha fatto già milioni di morti nella Storia. Insistere quindi, è di per sé quasi criminale...
Inoltre, devo dire che viè molta superficialità anche su ciò che concerne l'analisi del ruolo del PD e quindi anche della posizione che il nascente soggetto dovrebbe avere con quest'ultimo..
Il PD è una creatura del pensiero (confuso) D'Alemiano su ciò che doveva essere la sinistra post-comunista.
Che poi sia diventato un centro di potere auto-referenziale (e referenziato) buono a nulla se non a consegnare il potere quasi assoluto nella mani del PDL questo è un'altro par di manicche. Se poi credi che la Sinistra nasca e debba morire nel segno della falce e martello allora fai pure. Ma ti invito intanto ad osservare che di partiti Comunisti "diri e puri" in Italia ne abbiamo avuti fino a ieri. E non mi pare sia mai accaduto nulla di straordinario. Anzi. Di tutti i paesi del G8 (in nessuno dei quali è presente un partito comunista ormai da anni) stanno infinitamente meglio di Noi, in quanto a diritti, reddito disponibile e mobilità sociale. Perchè dire "sono di sinistra, ho ragione e...Bandierà rossa trionferà" è solo la comoda posizione di chi non vuole capire che non basta "avere ragione". Ma bisogna capire che cosa spinge l'Italia delle Corporazioni in cui viviamo ad avere tanto terrore del cambiamento. Del resto, chiudo dicendoTi che non si può certo chiedere agli altri di cambiare, se non si è disposti a cambiare ed EVOLVERCI a nostra volta...
Saluti


Ma non si può superare una

Ma non si può superare una volta per tutte sto nominalismo ormai trapassato... In Italia c'è una storia comunista che per molti era un equivoco: erano (siamo stati) socialdemocratici, riformisti radicali. Le socialdemocrazie non sono state il paradiso terrestre ma sono state il miglior mondo possibile. Certo, anche quella è storia vecchia che va superata. C'è l'ambientalismo, la bioetica, la lotta contro quel cancro permanente del capitalismo chiamato mafia, le culture solidaristiche cattoliche e di altre religioni (penso soprattutto al buddismo). C'è anche un nuovo modo di essere nel mondo imposto dalla globalizzazione, un recupero delle identità e della sicurezza che non sono affatto soltanto valori di destra, così come non lo sono l'edonismo e l'attenzione all'individuale. Possiamo fare uno sforzo e sintetizzare tutte le vecchie - rispettabilissime - culture in una parola nuova che parli a grandi fette della popolazione di cose concrete? A cominciare, per esempio, dal diritto alla casa?


maurizio aversa accetto la

maurizio aversa accetto la tua replica che non condivido. Ma non che tu mi dia del criminale. Saluti comunisti, maurizio


Dopo il tracollo della

Dopo il tracollo della sinistra, c'è stato solo il buio per noi tutti.Questi lunghi mesi sono stati molto tristi.
Ma adesso guardiamo con più fiducia alle persone che si sono messe in gioco per far rivivere di nuovo la sinistra non più (radicale)ma propositiva.
Pronta a dialogare ed ascoltare tutti quelli che si vogliono impegnare a ricostruire quella sinistra piena di ideali e valori che ci hanno caratterizato in tutti questi anni cioè valori sul sociale sul rispetto dei diritti civili è della persona,sul rispetto delle convinzione ed idee degli interlocutori e non voler anteporre i propri interessi a quelli della collettività.
Con un grande augurio di un gran lavoro prolifico per tutti noi.
Aderiamo anche noi a questo progetto costituire l'associazione di sinistra e sperando che presto possa diventare un partito di sinistra unificata.

Mantovani Natalia e La Rocca Gianfranco


Umberto Cammardella Ho

Umberto Cammardella
Ho sottoscritto e trovo assolutamente coerente nel percorso di chi ha aderito a SD prendere parte a questa evoluzione.
La sinistra unita necessariamente si fa con chi ci sta.
Trovo il documento un'ottima sintesi dei minimi comuni denominatori per una sinistra ampia e credo rimuova un elemento di SD che necessariamente non attrae altre parti di sinistra: l'adesione al PSE.
SD è nata come movimento temporaneo e "biodegradabile" in una sinistra più ampia; l'adesione - aggiungo acritica - al PSE (ovvero di fianco ai socialisti francesi o spagnoli che hanno votato per la "direttiva ritorno" ovvero al rientro forzato degli immigrati) era un preambolo inaccettabile per la gran parte della sinistra e francamente qualche problema lo poneva anche al nostro interno.
Rimuovere queste ipocrisie finalizzate alla salvaguardia delle elite è un passo necessario per unire tutta, o almeno grande parte, della sinistra.
Auguriamoci buona fortuna, ne abbiamo bisogno.


Comunisti con i comunisti,

Comunisti con i comunisti, socialisti con i socialisti!
Bel settarismo.
Esistono gia' due corposi partiti comunisti Rc e PDCI, non credo se ne possa fare un terzo travestito.
Spero che Mussi e Fava rinsaviscano.
Non esistono le condizioni in Italia per una Linke alla tedesca.
Vedremo la prossima batosta alle elezioni in Abruzzo con la lista La Sinistra, dopo quella avuta alle recenti elezioni in Trentino, di cui nessuno volutamente parla.
Non e' possibile riproporre un nuovo PCI, perche' in mezzo vi e' stato il PDS, membro aurtorevole della Internazionale Socialista e poi del PSE!


Naturalmente ho sottoscritto

Naturalmente ho sottoscritto il documento, ne ho apprezzato riga per riga.

Inutile quindi , per quanto mi riguarda, aggiungere considerazioni a ciò che è scritto.

Vorrei dire soltanto che dopo il 5 maggio 2007, l'8 dicembre 2007, il 20 settembre 2008, facciamo in modo che il 13 dicembre 2008 non passi invano.

Ad ognuna delle date di cui sopra, tra l'altro preannunciate per tempo, hanno corrisposto avvenimenti importanti nell'ottica della costruzione di una sinistra plurale , unita, moderna, di governo, capace di sintetizzare al meglio le esperienze del 900, aggiungerne ad esse delle nuove e da questo bagaglio culturale complessivo, corrispondere efficacemente alle sfide che i problemi di oggi pongono davanti alle classi lavoratrici e alle nuove generazioni.

Avvenimenti che nel tempo hanno confermato la validità delle intenzioni iniziali, ma l'enorme difficoltà a realizzarne il contenuto.

Esso era ed è rimasto , tutto sommato, l'obbiettivo che SD si era data fin dal suo atto costitutivo, quella meravigliosa e partecipata assemblea romana, che tanto entusiasmo e tanta passione creò in me, ma credo in tutti i presenti.

Purtroppo all'intensa mobilitazione iniziale , alla speranza che ad essa si unì, non ha corrisposto strada facendo , niente di concretamente apprezzabile.

Dico questo nella consapevolezza del gran lavoro che molte compagne e compagni hanno pur tuttavia compiuto.

Non senza errori purtroppo.

Ecco ora abbiamo davanti il 13 dicembre,l'ultima data utile, secondo me, perchè gli obbiettivi da tempo previsti, si avviino finalmente a concretizzazione. Che non sia una nuova tappa di un faticoso quanto incocludente percorso,del quale onestamento non c'è assolutamente necessità e dal quale la speranza di una vera nuova sinistra in Italia potrebbe ricevere il colpo mortale definitivo.


Sottoscrivo con piena

Sottoscrivo con piena fiducia il documento,
io sono un "ex-comunista", quelli che hanno dato il culo per un comunismo europeo, quelli che hanno creduto fino in fondo alla diversità dell'"essere comunista italiano", quelli che hanno difeso il valore della Resistenza come principio di libertà "mentre molti dirigenti di allora,non tramontati oggi, ritenevano stessa cosa della Repubblica di Salo'", quelli che ritenevano il Sindacato appiattito sulle posizioni di Ideologhi della Nuova Sinistra, convinti che il capitalismo, con la Confindustria in testa, fosse cosa buona e giusta, quelli che non hanno mai venduto la dignità per un "posto al sole", e tutto questo negli anni novanta mi ha come tanti compagni,relegato tra i nostalgici.
Ad un certo punto, stanco delle prese per il culo di una finta sinistra mi sono schierato con la Destra, come tanti compagni che la ritenevano una speranza un "sogno", non me ne vergogno, sono stato un Veltroniano d'altronde "ho votato con spirito anglosassone come il buon Walter,auspica per una pacificazione elettorale"...sono anche quello però che si incazza quando il Sig. Brunetta mette in campo cose partorite durante i governi di centro-sinistra, "chi diceva che era giusto il lavoro flessibile o interinale? chi continuava a "concertare" assunzioni clientelari all'Alitalia,senza preoccuparsi del Piano Aziendale, lo spieghi Epifani al Paese, e lo spieghino tanti Deputati e Senatori ancora presenti a Palazzo".....
Ora pero' e' giunta l'ora di riscendere in campo "ops",il barile non e' raschiato è addirittura bucato.
Forse non tutti i mali vengono per nuocere, la gente non e' poi cosi scema, forse il non voto alla sinistra chiede alla stessa di ritornare ad essere quella speranza di cambiamento, quella parte politica dove ogni individuo riteneva potesse trovare casa comune per quelle che riteneva problematiche importanti, la casa di Tutti quelli che non pensano alla Politica come "occupazione e profumata pensione con pochi anni di lavoro" ecc. ecc.
Le cose da dire sono Tante, e forse e' meglio farlo tra le gente, essere ognuno di noi promotori di un nuovo modo di concepire la Politica e la Società, partendo come diceva qui qualcuno dal Territorio. Bisogna rinnovare anche la Dirigenza, basta con loschi figuri pseudo di sinistra che si preoccupano solo della loro carriera o di convogliare voti nei Congressi, Primarie eccc..ecc. anche questo fà male ad una sinistra democratica e moderna,
condivido e sottoscrivo il documento e con questo mi impegno nel mio piccolo a diffondere la Voce, che non siamo piu' soli, il grido non sarà piu' un lamento, ma una nuova rivoluzione culturale, oggi dico "non voglio morire Berlusconiano". grazie


Anche il 5 maggio 2007 al

Anche il 5 maggio 2007 al Palaeur, c'erano tutti gli stati maggiori, ancor più di ora.
Una costituente di sinistra con chi ci sta?.
E il progetto di Mussi di SD, dove va a finire? ma non era questo il movimento strutturato che doveva creare le condizioni permettere insieme tutta la sinistra,associazioni,partiti e singoli individui?.
Ma non è che le cose non sono andate come pensava qualcuno, come, a vincire il congresso fosse Vendola e allora le cose erano diverse a ora.
Ora si propone un progetto in formato ridotto rispetto a quello di Mussi.
Anche questa operazione appare una necessità dettata dalle prossime elezioni europee.Mi è giunta all'orecchio una notizia per la quale c'è l'accordo con il PD per avere qualche eletto.
Giustamente,per fare politica occorrono i soldi.
Mi sono fatto alcune domande, come mai tutti gli attori del 5/5/07,sono scomparsi.
Come mai, SD non ha radicamento da allora a oggi.
Come mai SD si è mossa solo sul piano istituzionale.
Come avrete capito è chiaro che questa proposta nasce più per necessità che per convinzione.
Qualcuno,come me ha rilevato che Mussi non è tra i primi firmatari, non è cosa di poco conto.
Buon lavoro, questa volta aspetto e voglio vedere cosa accade fino alle elezioni europee.
Buon viaggio a tutti i firmatari.


Ho sottoscritto il documento

Ho sottoscritto il documento fiducioso nella rinascita della sinistra italiana, che tanto manca in questo periodo. Ritengo tuttavia che non sia stato colto ciò che veramente manca a questa rinascita: i principi generali cui si ispira il movimento sono sicuramente degni di lode ma tutto sommato sono parte di qualsiasi ideologia un minimo assennata; bisogna, invece, a mio giudizio, ritrovare la dimensione popolare e territoriale, bisogna scendere in mezzo alla gente, immedesimarsi nei loro problemi reali, poichè solo così la gente tornerà ad aver fiducia nella sinistra. Potrei fare un esempio che riguarda la mia splendida Napoli, troppo spesso al centro delle notizie di mala; ebbene ciò che più preme noi cittadini è sicuramente l'emergenza camorra, il bisogno di legalità a tutti i livelli, il problema dei rifiuti, la disoccupazione; per cui, per quanto nobili siano le battaglie che riguardano i grandi temi, il cittadino napoletano si preoccuperà innanzitutto del proprio orticello e sosterrà chi lo aiuterà, ma non per egoismo bensì perchè, come già aveva intuito Feuerbach, alla base delle condizioni mentali ci sono quelle materiali.
Spero di essere stato abbastanza chiaro e di aver contribuito, seppur in minima parte, alla rinascita.
Cordiali saluti a tutti


Vorrei caricare di

Vorrei caricare di responsabilità i primi firmatari: Ho firmato prima di leggere attentamente il testo, ma dopo aver letto alcuni nomi di estrema garanzia tra i primi firmatari come Giovanni Berlinguer, Asor Rosa, Angela Azzaro, Luciana Castellina, Nichi Vendola e tanti altri con i quali mi scuso per non poterli citare tutti.
Coraggio e tanti tanti auguri rossi rossi e di sinisstra sinistra!


Redpassion Devono essere

Redpassion
Devono essere risvegliate le coscienze del Popolo della Sinistra sedate dallo svuotamento dei cervelli attuato dalla ormai annosa disinformazione dei mass media, giornali ma soprattutto relevisioni.
E' il momento per ridare impulso all'attività politica sul territorio.
Lo spazio ed il tempo concessi alla demagogia ed alle attività diffamanti lo Stato Sociale di Diritto è finalmente finito!!!


ROCCO TIVOLESI, Il mondo è

ROCCO TIVOLESI,
Il mondo è un focolaio di guerre, il sistema economico internazionale non regge più, le ricchezze del mondo dove sono? Una signora semi analfabeta ma molto intelligente in una riunione di anziani mi disse vedi signore: La moneta stampata se pesava un chilo e veniva dato un po per uno la somma sempre un chilo faceva , ma se adesso io non lo vedo più perchè quaando vado alla piazza nessuno compra perchè non hanno soldi significa che quel chilo di moneta ce l'hanno in pochi. Io non ho fatto le scuole grandi ma questi studiosi che parlano parlano non riescono a trovare un sistema per ridistribuire questa moneta?


ROCCO TIVOLESI, Il mondo è

ROCCO TIVOLESI,
Il mondo è un focolaio di guerre, il sistema economico internazionale non regge più, le ricchezze del mondo dove sono? Una signora semi analfabeta ma molto intelligente in una riunione di anziani mi disse vedi signore: La moneta stampata se pesava un chilo e veniva dato un po per uno la somma sempre un chilo faceva , ma se adesso io non lo vedo più perchè quaando vado alla piazza nessuno compra perchè non hanno soldi significa che quel chilo di moneta ce l'hanno in pochi. Io non ho fatto le scuole grandi ma questi studiosi che parlano parlano non riescono a trovare un sistema per ridistribuire questa moneta?


Sergio Giani, Bamako - Mali

Sergio Giani, Bamako - Mali (West Africa)

Ho sottoscritto anch'io con entusiasmo al documento e spero poter partecipare alla costruzione della sinistra di cui in Italia e nel mondo abbiamo bisogno.

Senza dimenticare, in questa costruzione, la solidarietà internazionale con quanti sono stati vittime dalla globalizzazione neoliberale ed ora saranno vittime della sua crisi. Alla crisi alimentare si accompagna la crisi finaziaria con effetti catastrofici sulla qualità delle vita e sulla vita stessa dei popoli dei tenti 'Sud" del mondo.

Ma noi, la Sinistra italiana, non abbiamo niente da dire? Possiamo veramente partecipare al silenzio complice di una "opinione pubblica" egoista ed ottusa? Lasceremo morire in silenzio gli innocenti? E basteranno le ronde pubbliche e private ad arrestare il flusso dei sopravvissuti?

Certo, dobbiamo cercare in questa lotta parners sociali e politici in Europa, e non solo al Parlamento Europeo; e non solo in Europa, ma anche nei paesi del Sud del Mondo.

Ma dobbiamo anche ritrovare al nostro interno le esperienze e le competenze che pure esistono ed aprirci alle tante organizzazioni e persone che lavorano nel campo dello sviluppo etico e della solidarietà internazionale, per un'altro mondo possibile.

Sono poi le stesse logiche neoliberali che generano fame e carestia nel Sud del mondo e precarietà e pericolosità del lavoro nelle "cittadelle" dello sviluppo! Un'altra Italia é possibile solo nel quadro di un diverso equilibrio economico e sociale internazionale!

Teniamolo per favore presente nella nuova Sinistra unitaria e plurale che vogliamo e dobbiamo costruire. La necessità di un diverso modello di sviluppo e di una solidarietà internazionale rinnovata non possono essere assenti nella costruzione della nuova egemonia alla quale aspiriamo.


donna di denari