Appello per l'astensione al referendum del 21 giugno

di Franco Astengo

Mar, 16/06/2009 - 05:36

Il referendum di modifica del sistema elettorale, previsto per Domenica prossima 21 Giugno, va boicottato senza indugio: non recandosi alle urne, oppure laddove si svolgeranno i turni di ballottaggio per le elezioni amministrative, non ritirando le schede relative ai tre quesiti.
Si tratta di una indicazione netta, senza indugi, perché in gioco ci sono elementi vitali perché si mantenga almeno quel che rimane delle possibilità di espressione di pluralismo democratico, da parte dell’elettorato.
Non rievochiamo in questa sede, per evidenti ragioni di economia del discorso, il lungo itinerario che ha portato, dall’avviarsi della transizione italiana di inizio anni’90, ad oggi, al ridursi del ruolo dei partiti e del sistema politico al servizio di una idea di governabilità esaustiva dell’agire politico, limitando la possibilità di espressione della rappresentanza.
Naturalmente l’attuale sistema elettorale è pessimo, sotto vari aspetti, ma un  esito positivo del referendum lo peggiorerebbe ulteriormente, senza nessuna possibilità alle viste di modifica in una direzione positiva, di eventuali potenzialità di allargamento del sistema democratico.
La riduzione della frammentazione partitica avverrebbe, nel caso di successo dei due quesiti referendari che abrogherebbero le coalizioni, in un contesto di sovrarappresentazione di una minoranza: la strada che, come insegna la storia più recente, apre alle tentazioni più forti verso strette autoritarie, che in Italia vediamo già in atto al riguardo del mondo dell’informazione, della magistratura, della modifica dei regolamenti parlamentari, nell’uso indiscriminato dei decreti – legge.
Su questo punto occorre essere chiari, senza infingimenti di sorta.
Con il sistema elettorale eventualmente modificato dal referendum un solo partito potrebbe aggiudicarsi la maggioranza dei seggi, anche soltanto con il 30% dei voti, con un effetto di distorsione davvero rilevante ( in analogia con quanto accadde, nel 1924, con la cosiddetta “Legge Acerbo”, voluta dal fascismo e che ne consolidò il potere per via elettorale: una legge che presentava molte analogie con quella che eventualmente, potrebbe emergere il 21 Giugno); d’altro canto la legge, nel caso di assegnazione del premio di maggioranza, alla sola lista più votata, potrebbe essere aggirata con la formazione di liste – arlecchino che si metterebbero assieme soltanto per conquistare il premio e poi dividersi il giorno dopo, sviluppando così un meccanismo di ulteriore frammentazione del quadro politico, come era, del resto, già accaduto con il sistema misto maggioritario – proporzionale, con cui si votò in Italia dal 1994 al 2001.
Nell’effettuare una scelta, in questa occasione, è necessario tener conto, con grande attenzione, della realtà che il nostro Paese sta vivendo in questa fase, muovendosi in maniera realistica ed impedendo pericolosi salti nel buio, frutto di quelle analisi sbagliate ed improvvisate che hanno aperto la strada ad una pericolosa egemonia di tipo populistico – personalistica, da combattere con grande decisione.


Raccolgo l'appello del

Raccolgo l'appello del compagno Astengo - mai nome fu più appropriato - e andrò al seggio solo per il ballottaggio.
Purtroppo, come tanti altri che scrivono su questo tema, anch'io vorrei che ci si confrontasse nella sostanza, con chiare opzioni PRO o CONTRO.
Ma in quest'occasione siamo davvero con le mani legate. Il voto SI' rappresenterebbe un salto nel vuoto, l'ennesima corrosione della carta costituzionale per via referendaria. Ma chi voterà NO implicitamente darà il messaggio che l'attuale legge elettorale va bene e NON VA TOCCATA.
In questa situazione, personalmente sui primi due quesiti non ho esitazioni. Sul terzo sono invece possibilista, dei tre mi sembra quello su cui si possa operare un ragionamento e una scelta che diano esiti positivi.


Senza ombra di dubbio non

Senza ombra di dubbio non vado a votare per il referendum,questa legge va abrogata.


salremod Non votare è

salremod
Non votare è sempre spiacevole per chi si sente ed è un vero democratico (naturalmente non nel senso di appartenente al PD...), ma questa volta non c'è scelta. La legge porcata Calderoli va abrogata e non peggiorata con un dannoso referendum. E' vero che il terzo quesito potrebbe essere votato, ma il popolo italiano non è in maggioranza formato da fini costituzionalisti in grado di discernere argomentazioni così tecnicamente sofiscate, per cui, di necessità, deve passare un messaggio forzatamente rozzo: "Non andate a votare per non peggiorare la già orrenda "Calderoli", tanto cara al Berlusca che così può fare eleggere chi vuole ed ormai si sa chi vuole (avvocati,veline ecc.ecc.)" . Deve essere, però, chiaro che non si vota al referendum perché la legge fa schifo, non per mantenerla. Bisogna chiedere a gran voce le preferenze ed una legge seria con tutti i mezzi. Anche con una pacifica "Marcia su Roma". Sarebbe terribile se passasse il messaggio mediatico :"Gli Italiani non hanno votato al referendum perché a loro sta bene una legge così". Gli Italiani non voteranno perché questa legge è orrenda ed incostituzionale, perché non fa scegliere, come vuole la Costituzione, chi ci rappresenta in Parlamento e non è cambiabile con referendum, ma va abrogata in "toto".


Non potendo aprire un nuovo

Non potendo aprire un nuovo Tr3ad lo posto qui,con la speranza che venga letto per far sentire la nostra voce,questo è davvero scandaloso!!!!

Prefabbricati a L'Aquila, vincono i costruttori dell'ospedale crollato
Affidati a sedici aziende i cantieri per i new village. Lavori per 316 milioni di euro, niente sindacati e tanta fretta.

http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20090614/pagina...


Io non andrò al seggio

Io non andrò al seggio questa volta, come non sono andato ai vari referendum per il maggioritario.
Le leggi elettorali sono vanno costruite in Parlamento avendo chiaro il concetto di democrazia, che non sempre è chiaro in campagne demagogiche e piene di falsità come quelle di questi referendari: i loro manifesti dicono "Sì Maggioritario"...
No alla doppia porcata del PD.
Stefano Dall'Agata


Il referendum è uno

Il referendum è uno strumento democratico, ma ormai il fonte del NO punta sull'astensionismo anzichè sul voto, e quindi sulla partecipazione dei cittadini. Vergogna.
Perchè non parlate del terzo quesito? Con l'abolizione delle stesse candidature in più cicoscrizioni si avrebbero più persone in parlamento votate realmente dai cittadini e non i soliti "scelti dall'alto", cioè quelli che non sono stati votati a cui lascia il posto il capolista pluricandidato. Vergogna.


io andrò a votare, comunque

io andrò a votare, comunque e sempre il voto è una espressione di libertà e anche di sinistra, il partecipare l'esprimere la propria opinione, anche in una posizione di minoranza, rappresenta un segno di indipendenza e di partecipazione che è quello che noi abbiamo chiesto ai nostri elettori: libero pensiero e partecipazione e voterò e/o farò votare con convinzione due NO e un SI
gioacchino


Gentile Franco Astengo, La

Gentile Franco Astengo,
La prego di perdonare l'intrusione, ma non capisco come si lanciare un lanciare un appello all'astensione: io sarò costretto a non rientrare al mio seggio questo fine settimana, ma se avessi potuto, ci sarei andato eccome - e in accordo con le vostre indicazioni, avrei lasciato la scheda bianca. Ma mi sembra che, se voi vi servite dell'astensionismo (i.e., dei voti di chi comunque non va a votare), la campagna elettorale perda in trasparenza e correttezza.
La ringrazio e La saluto cordialmente,
andrea


donna di denari